Il fantasma del monaco

  Se Padre Felipe sperava di essere lasciato in pace almeno per un po', dovette ben presto ricredersi. Stava parlando con Don Nacho, che si era finalmente lasciato convincere a rimandare la sua visita al governatore, quando il rumore ormai ben noto della soldataglia si fece sentire dall'esterno. - Ancora? - mormor il sacerdote. - Ma perch non ci lascia in pace? Presto, riparate in chiesa, Don Nacho!
  Immediatamente i soldati vennero appostati tutt'intorno alla missione, infine si fece vedere anche il comandante assieme ai lancieri che trascinavano un Indiano prigioniero. - Lasciatelo stare - disse Monastario, mentre Padre Felipe accorreva con un grido d'orrore. - Questo selvaggio - disse indicando il prigioniero - ha confessato che la sua gente complotta di bruciare la missione. - Il comandante si volse allora verso l'Indiano intimorito. - Non  forse la verit quanto ho detto, Inocente? - chiese.
  Non visto dal Padre indignato, un caporale premette un pugnale contro la schiena dell'uomo sfinito dalle percosse. Lentamente e con palese riluttanza Inocente annu col capo e pieg lo sguardo a terra.
  - Questo  uno scherzo meschino e crudele! - grid Padre Felipe.
  - Niente affatto - rispose beffardo il comandante. - Ora, Padre Felipe, la missione  sotto mio controllo. Dovete procurare cibo e alloggio per le mie truppe; e dovrete obbedire ai miei ordini.
  Il povero sacerdote non poteva farci nulla; ma pi tardi, quando Diego sopraggiunse su una imponente cavalcatura, gli spieg ogni cosa. - Non pu far uscire di chiesa Don Nacho - disse - ma ha ordinato che non si porti cibo o acqua dentro la chiesa. Non so quanto Don Nacho potr resistere.
  - Che cose terribili mi dite - disse Diego con aria di sconforto. - Ora capirete perch io preferisco i miei libri e la musica alla dura vita. Tuttavia riferir a mio padre di questa nuova mossa. Forse lui potr fare qualcosa. - Cammin a passi lenti verso il suo cavallo, indi part.
  Padre Felipe, dopo aver esitato per un po', non resistette e a suo rischio decise di tentare di portare in chiesa cibo e acqua al ranchero. Ma il tentativo fall. Monastario lo aspettava: con calma allung una mano nel buio e gli prese il cesto. - Grazie, Padre - disse - mi stava proprio venendo fame.
  Padre Felipe rattenne l'ira ed usc. Ebbe l'impressione che la faccenda stesse diventando troppo seria per poterla sopportare.
  Ma l'aiuto era prossimo, per quanto il buon prete non lo sapesse. Dopo un po' Zorro apparve dal folto di alcuni alberi dov'era nascosto Tornado. Appesi alla sua spalla erano una fiasca di pelle ed una borsa contenente del cibo. In silenzio osserv Monastario che stava redarguendo Garcia per essersi addormentato durante il servizio di guardia, indi si cal lungo un muro in rovina e, infilatosi in un pertugio, raggiunse una porticina a lato dell'altare. Sfortunatamente per Zorro, il caporale Ortega pot cogliere in un lampo il rapido movimento di un'ombra nera che scivolava attraverso l'apertura del muro. Corse immediatamente a riferire a Garcia quanto avea veduto e fu cos che Zorro si trov intrappolato in chiesa: lo stesso Monastario, prevedendo astutamente quanto era accaduto, aveva lasciato aperta la porta a bella posta.
  Non appena lo scorse, Don Nacho dimostr a Zorro tutta la sua riconoscenza. - Grazie, Seor - sussurr - ma non dovreste rischiare la vita per aiutarmi. - E bevve avidamente dalla fiaschetta. In quell'attimo Zorro si rese conto di essere stato intrappolato come un dilettante inesperto. Attorno aveva Monastario con quasi tutti i suoi lancieri.
  - Ah, mio bel Seor! - disse il comandante - questa volta siete in trappola. Prendetelo vivo - grid ai suoi uomini.
  Il fuorilegge diede una rapida occhiata in giro, quindi infil in un lampo uno stretto passaggio che portava alla torre campanaria. - Inseguiamolo! - grid Monastario.
  Zorro sembrava essere scomparso. Il comandante allora si sporse e lo vide mentre stava calandosi gi per la fune della campana. Estratta la spada, cominci a menar colpi di taglio sulla corda finch questa, fibra dopo fibra, si lacer del tutto e Zorro cadde pesantemente a terra col fiato mozzo.
  - Garcia! - grid Monastario. - Al cimitero! Zorro  la! Presto, presto!
  - Seguitemi! - comand il sergente a un drappello di lancieri. Tutti insieme si lanciarono verso il cimitero, ma ben presto capitombolarono tutti uno sull'altro, per il semplice fatto che Zorro aveva procurato di tendere fra un albero e l'altro il pezzo di corda della campana. Stavano ancora cercando di rialzarsi quando Zorro, raggiunto Tornado, galoppava a briglia sciolta sotto il chiaro di luna. Monastario ed i suoi uomini si lanciarono subito all'inseguimento, ma, grazie alla sua conoscenza di un vecchio sentiero indiano, Zorro arriv ben presto a casa, sano e salvo. Zorro si rese conto che quella sera non poteva dire di aver riportato un successo.
  Aveva sbagliato, insomma: perch si era fidato troppo delle proprie forze, e perch si era misurato contro un avversario che disponeva di forze numerose. Tutto sommato, Don Nacho era ancora prigioniero nella chiesa.
  - La prossima volta - Diego disse al suo servitore - penso che Zorro dovr agire secondo il suo nome - La Volpe. D'ora in poi occorrer agire con maggior astuzia.
  Il mattino seguente, quando Diego arriv alla missione, il sergente Garcia ne aveva assunto temporaneamente il comando. Monastario stava riposando dopo molte ore di sfibrante attivit. - Ho portato con me un manoscritto, una vecchia pergamena che voglio mostrare al reverendo - spieg Diego a Garcia. - Vi si parla di un monaco che fu catturato e torturato dagli Indiani nel 1771. Guardate - e indic col dito un grande albero di pepe - fu legato proprio a quell'albero laggi. Poi fu torturato fino a farlo impazzire ed infine mor. - Garcia guard perplesso l'albero indicato. - Da allora - prosegu Don Diego in tono sempre pi convincente - il suo fantasma si aggira per la missione, e le campane danno dei rintocchi senza essere toccate da alcuno. Queste cose succedono sempre a mezzanotte in punto.
  - E... e poi? - balbett Garcia con gli occhi stralunati.
  - Poi si dice che il monaco incappucciato si aggiri per il cimitero - prosegu il giovane - gemendo e sghignazzando nel modo pi orripilante. Inoltre,  senza faccia, e invece di questa si intravede solo una macchia nera. - Diego simul un brivido di paura. - Dicono anche che qualcuno sia morto di terrore dopo aver visto il fantasma del monaco! - Infine sorrise. - Ma voi siete troppo intelligente, Garcia, per credere ai fantasmi. Di questo sono ben sicuro!
  - Oh, certamente! - rispose Garcia. Tuttavia, non appena Diego si allontan per parlare con Padre Felipe, il sergente volse lo sguardo preoccupato in direzione dell'albero.
  - Sentite, Reverendo - disse Diego pi tardi. - Ho un piano. - Ed in breve mise al corrente il sacerdote di quanto andava architettando.
  La notte era buia, senza luna. Garcia e il caporale Ortega stavano discorrendo tra di loro presso la chiesa. Ortega era un po' nervoso.
  - Bah! - esclam il sergente. - Quella storiella, Don Diego pu andarla a raccontare ai bambini. Noi siamo troppo intelligenti per credere a simili fandonie. E poi - prosegu il grassone - ho messo Contreras di sentinella nella cella campanaria. Nemmeno un fantasma potrebbe suonare la campana con lui di guardia. Del resto i fantasmi non esistono!
  Stettero un po' in silenzio. Poi, con la voce tremula, il caporale balbett: - Tra poco sar mezzanotte. Io . . .
  DON!
  La campana dette un rintocco, mentre Ortega e Garcia si presero per il braccio, gi morti di paura. - Chi ha tirato la corda? - grid Contreras dal campanile.- Per tutti i diavoli, io non l'ho toc... toccata!
  DON!
  La campana suon un altro rintocco, mentre la voce di Contreras, frammista alle onde sonore del tocco, giunse di nuovo alle orecchie dei due militari. - C'... c' qualcosa che si muove nel cimitero. Lo ve... vedo! - Riluttanti i due si avvicinarono al cancello del cimitero. Nella fredda luce stellare essi scorsero una figura incappucciata, mezzo nascosta da una pietra tombale, con una gran macchia nera al posto della faccia. Questa figura terrificante emise un impressionante lamento.
  Ortega e Garcia si voltarono e presero a correre a precipizio. Si scontrarono cos direttamente con Monastario, il quale si era alzato per vedere come mai la campana avesse suonato. CRASH! I due gli piombarono addosso, e tutti finirono lunghi distesi. Certamente, il povero caporale ed il sergente, una volta rialzatisi, sarebbero arrivati ben pi lontano, se il comandante non li avesse trattenuti. - Che succede, per tutti i diavoli!
  - Era il m-monaco f-f-fantasma - farfugli Garcia.
  - Lo abbiamo veduto nel cimitero.
  - Bah! - grugn Monastario. - Venite! Faremo presto a vedere di che si tratta.
  Ortega riusc a svignarsela, ma Garcia fu obbligato a seguire il comandante. Improvvisamente il sergente indic con il braccio tremante una figura incappucciata che si ergeva presso il limite dell'orto. - L, - l! - esclam, e subito si ripar dietro Monastario. - Ma  il prete, idiota! - sbrait il comandante. - Vieni, seguimi!
  Ma un'altra figura incappucciata era nel frattempo apparsa vicino al gigantesco albero di pepe, dove il sergente aveva udito raccontare per la prima volta la storia del monaco incappucciato. Garcia si tenne indietro, e lasci che il comandante avanzasse da solo. Fu cos che vide Monastario guardare in alto tra le fronde dell'albero, e quindi cadere a terra improvvisamente. Il sergente si trovava troppo lontano per rendersi conto che l'ufficiale era stato colpito da un sasso lanciato attraverso i folti rami; a lui sembr solo che il fantasma avesse ancora una volta compiuto il suo gesto fatale. Si volt in preda al panico e se la diede a gambe, gridando: - Fuggite! Il fantasma ha ucciso il capitano! Correte, scappate!
  I soldati non persero tempo. Il fantasma, che si trovava dietro a Garcia ed a lui in realt molto vicino, vedendo che i militari non costituivano ormai pi alcun pericolo, si diresse verso la cella dove stava rinchiuso Inocente. Allora si tolse la veste ed il fazzoletto di seta nera che gli copriva la faccia.
  Inutile dire che si trattava di Zorro. Sollev la spranga che bloccava la porta della cella e disse: - Sei libero. Va' e di' agli altri che possono pure ritornare alla missione. Non ci saranno pi soldati qui attorno. Avete la parola di Zorro.
  L'Indiano non se lo fece ripetere due volte ed usc dalla cella, mentre il fuorilegge si rec ad incontrare Bernardo, che stava ancora brandendo la fionda usata per lanciare i sassi contro la campana.
  - Stasera  andata bene. Possiamo ritirarci, ora? - chiese il servitore. Diego scosse il capo. - Non ancora, Bernardo - rispose. - Stasera possiamo fare ancora molto.
  Nel frattempo il comandante si era alzato dolorante e malsicuro sulle gambe, tenendosi la mano sulla protuberanza che aveva in testa ed inciampando nel sasso che lo aveva colpito.
  - Monaco fantasma un corno! - brontol. - So io che razza di fantasma era quello. Maledetto Zorro! Ma lo prender, costi pure quello che costi!
  Si guard attorno, ed allora si rese conto che tutti i suoi soldati, compreso Garcia, se l'erano svignata.
  Monastario cos fu costretto a cercarsi il cavallo e a sellarselo. N aveva speranza per quella notte di far ritornare i soldati alla missione. Dovette perci tornarsene solo, dolorante e vinto in caserma, dove si riprometteva di metter in chiaro alcune cose coi suoi uomini, soprattutto con Garcia.
  Padre Felipe lo guard allontanarsi, indi consigli a Don Nacho di recarsi nella missione a consumare un buon pasto. - Dovrete rimpinzarvi per bene, prima di mettervi in viaggio per raggiungere il governatore a Monterey. - Ma cosa fu a spaventare tutti in quel modo? - chiese il ranchero. -  stato un piccolo miracolo, operato da quel giovane e bravo tipo di studioso che  Don Diego! - Il padre sorrise. - E credo sia stato aiutato anche da un certo galantuomo noto come  la Volpe . Ma venite, Don Nacho, andiamo a mangiare. Io ho una fame da lupi!
  E cos entrarono nella case del reverendo.