Festa di nozze

  La cerimonia si svolse con molta semplicit: non fu certo quella che Marianna doveva aver sognato mille volte, da fanciulla; ma questo non la turbava affatto e stava in piedi, accanto a Sandokan, sorridente e trepidante, come se avesse avuto uno strascico bianco e una coroncina di fiori d'arancio. Non aveva n l'uno n l'altra, e la sua chiesa aveva per pavimento le rozze tavole del praho e per soffitto la volta del cielo. E non c'erano i parenti e gli amici intorno a lei, agghindati e sorridenti, ma un semicerchio di pirati cenciosi, dai visi che, pur nell'allegria del momento, restavano solcati dai segni dell'odio e dalle cicatrici di cento battaglie.
  Celebrante era Yanez. Per l'occasione, il pirata si era trasformato nell'elegante gentiluomo che era stato una volta, vestito impeccabilmente di bianco, col viso raso di fresco. Tuttavia le concessioni che egli faceva alla sua parte di celebrante non arrivavano fino al punto di rinunciare alla sigaretta. Se ne stava, dunque, in piedi, a prua, con le spalle rivolte al mare e al cielo, ed era sul punto di dare inizio alla cerimonia, quando tir fuori la solita sigaretta. L'accese, aspir profondamente qualche boccata poi incominci a parlare.
  - Ho sempre detto, io, che le sigarette allungano la vita.... E' grazie a questa che oggi sono qua per una occasione cos felice.... - Si interruppe perch se era vero che il suo discorso era rivolto a Sandokan e a Marianna, non voleva nemmeno che i tigrotti si permettessero di non ascoltarlo: e aveva udito un rumore provenire dalle loro file. Un rumore che indicava distrazione.
  A guardar bene, per, Sambigliong, che era stato la causa del disturbo, non aveva fatto altro che imitare lui, poich stava semplicemente preparandosi un po' di betel da masticare. E Giro Batol, che era stato la seconda causa del disturbo, era nella pi perfetta buona fede in quanto aveva mollato una gomitata nelle costole di Sambigliong, sussurrando:
  - E sta' zitto, animale!
  Yanez, cessato il brusio riprese a parlare, sempre solenne:
  - Confessiamo tuttavia che la nostra felicit sarebbe stata pi completa se non avessimo dovuto mettere in libert James Brooke.... Ma non si pu avere tutto, quindi io procedo.... - di nuovo si interruppe e rivolto ai pirati ordin: - .... E voi fate silenzio!
  E di nuovo, Giro Batol sibil piano:
  - Se qualcuno non si comporta bene gli spacco la faccia!
  - Come capitano di questa nave - riprese Yanez: con l'autorit che mi deriva dal mio grado, io domando a te, Sandokan, e a te Marianna Guillonk: volete unirvi in matrimonio?
  Senza un attimo di esitazione, all'unisono, Marianna e Sandokan risposero con voce vibrante:
  - S.
  - Vi dichiaro marito e moglie - concluse rapidamente Yanez. Poi si avvicin alla coppia, prese dalle mani di un pirata, una noce di cocco, e levandola in alto come una coppa di champagne, brind: - Alla salute!
  Anche a Sandokan e a Marianna furono offerte coppe di noce di cocco; e tutti si unirono al brindisi con la semplicit e la spontaneit che la Tigre della Malesia si aspettava dai suoi uomini, bench non si aspettasse tanta compostezza.
  - Come cerimonia non ho potuto offrirti di pi - mormor Sandokan all'orecchio di Marianna.
  - E' stata bellissima - rispose lei con un radioso sorriso. - Non  da tutti essere sposati da un caro amico....
  - Grazie.... - disse Yanez con profonda commozione. Per nasconderla si port la ciotola alla bocca; bevve, poi, rivolto ai tigrotti, url: - Ehi, voi! Non bevete ?
  In effetti loro avevano gi bevuto; ma l'invito di Yanez fu interpretato come l'autorizzazione a comportarsi da.... pirati; e allora si scatenarono gettando in aria i berretti e urlando: una festa selvaggia che dur fino a notte.


  A Mompracem la festa di nozze fu allo stesso tempo selvaggia e raffinata. Marianna fu accolta come una regina, come la regina che doveva essere di quella piccola isola di pirati, che gi, per, si stava trasformando nel rifugio di coloro che non volevano sottostare al dominio e allo sfruttamento dei bianchi colonizzatori.
  La festa ebbe inizio qualche giorno dopo l'arrivo di Marianna. Lei, la regina, vi assist dall'alto di un palco in vista del mare.
  Dal mare, avanzarono verso terra decine di barche cariche di fiori dai colori stupendi, scelti e intrecciati tra loro con un'arte semplice e raffinata. Sembrava che fossero i fiori ad avvicinarsi a terra e non le barche. Ma appena queste furono a riva, i pirati che le conducevano sbarcarono portando serti di quei fiori intrecciati, distendendoli a terra: tutta Mompracem sembr diventare un festoso, straordinario giardino.
  Da terra, intanto dall'estremo marine di un grande prato, avanzava lentamente un corteo di daiacchi. Su di loro, in un antico gioco tribale, dei parang volavano in aria, volteggiavano, ricadevano; e gli uomini, con balzi agilissimi, li afferravano al volo, li lanciavano in aria di nuovo, li riafferravano. Il corteo di quegli uomini seminudi, feroci, si ferm davanti a Marianna. Marianna, vestita all'orientale, liberi i biondi capelli, un diadema di smeraldi sul capo, stava tra Sandokan, che indossava il suo costume di guerra, la scimitarra dall'impugnatura d'oro, il turbante, e Yanez, elegantissimo nel suo abito bianco e col grande cappello di paglia.   Il capo dei daiacchi si avvicin e tese a Marianna, come segno di omaggio, una testa recisa, disseccata.
  - E' la testa del nemico pi valoroso che ho ucciso - disse l'uomo. - E' tua!
  Depose la testa ai piedi di Marianna che ebbe un sussulto: non riusciva a distogliere gli occhi, piena di orrore e di disgusto, da quella testa. Ma i daiacchi non se ne accorsero; appena il capo, indietreggiando, si era riunito a loro, esplosero in un tremendo urlo di saluto e di gioia.
  Fu Yanez a vedere l'orrore sul viso di Marianna; le si avvicin e sottovoce, con dolcezza, le disse:
  - E' l'omaggio pi grande che questi uomini potessero farti.... Non conservano le teste dei nemici per atrocit.... ma per rispetto. Conservando le teste conservano il loro coraggio.
  Marianna non rispose, non riusciva a parlare: non tent nemmeno di farlo. E Yanez sent che in quel momento non poteva abbandonarla. Era forse il solo che poteva capire quello che lei provava.
  - Vieni.... - le disse.
  Lei si appoggi al suo braccio, ed egli la condusse gi dal palco, in mezzo ai tigrotti, alle loro donne, ai loro bambini.
  Piano, piano, Marianna si riprese: ora muovendosi in mezzo a tutta quella gente, un miscuglio di razze, di riti diversi, di modi diversi per esprimere la gioia, il sorriso le torn sulle labbra e non l'abbandon - Yanez continuava a sostenerla e a confortarla - neppure quando in una danza-duello due uomini, dopo una serie di passi ritmati, di balzi, di finte e controfinte, si colpirono a vicenda nel braccio. Non una grande ferita,  vero, un piccolo solco; ma il sangue zampill lo stesso. Allora i due uomini cessarono la danza, si avvicinarono e lentamente congiunsero le ferite: il sangue si mescol al sangue. I due uomini si sorrisero.
  - Uno dei due ha salvato la vita all'altro - spieg Yanez a Marianna: - e l'altro gli ha promesso che dar la sua vita per lui, se sar necessario....
  Ma ora i due uomini, vista Marianna che aveva assistito al duello, si avvicinarono e tendendo le loro braccia unite, lasciarono cadere qualche goccia di sangue, davanti a lei, fissandola.
  - Ora ti offrono le loro due vite - continu Yanez. - Se servir, moriranno per te.
  Marianna continuava ad essere turbata; non riusciva a capire. Non solo gli uomini che le offrivano il loro sangue, ma tutta quella violenza che non si aspettava, che la coglieva d'improvviso, che la circondava incessante, anche in manifestazioni che significavano gioia e amore e non disperazione e odio. Prov la tentazione di voltarsi, di fuggire e, nello stesso tempo, di rimanere, di guardare quelle facce, quegli uomini, quelle donne. E di mano in mano che lei passava, un gruppo di ballerini si metteva a danzare, due lottatori a lottare, due o pi guerrieri a combattere: duelli con i bastoni o i parang.
  E poi i suoni di tamburi, di flauti, di cembali che la stordivano.
  E poi enormi pesci messi ad arrostire interi, da cui uomini e donne strappavano brandelli fumiganti, che la nauseavano....
  Era sconvolta; tutte quelle cose, quei movimenti, quel continuo alludere alla violenza, alle forze ostili della natura, la turbavano profondamente anche se capiva che tutto faceva parte di civilt e di culture che lei ignorava e che, almeno in superficie, sembrava respingere, le quali tuttavia erano, come la sua, sincere e profonde.
  Continuava a camminare, sempre sorretta da Yanez che, senza bisogno che ella parlasse, comprendeva perfettamente il suo stato d'animo, e cercava di confortarla con qualche parola di spiegazione.
  Ad un tratto, Marianna si trov di fronte ad una schiera di fanciulle dai capelli recisi. Esse avanzarono verso Marianna, portandole, sulle braccia tese della prima, una specie di fune nera intrecciata, interrotta, qua e l, da gemme e da piume colorate, straordinarie. La ragazza tese quella treccia a Marianna.
  - Le fanciulle pi giovani hanno dato i loro capelli per tessere questa cintura - le disse. - E' per te!
  Marianna prese la cintura con una specie di muto, sconvolgente ribrezzo, che cercava di dominare, di reprimere. E le donne indietreggiarono fermandosi dopo pochi passi come aspettando, continuando a guardare.
  Marianna, immobile, con quella cintura in mano, non sapeva che cosa fare; e fu Sandokan ad andarle in aiuto. Fissandola, dolcemente, ma deciso, le disse:
  - Qui tutti possiedono gemme, rubini.... gioielli che farebbero la felicit di un europeo.... Ma a te hanno voluto dare di pi: ti hanno offerto una parte d loro stesse....
  Per la prima volta, di colpo, Marianna fu colpita, turbata dalla bellezza e dalla verit, anche terribile, di ci che fino a quel momento l'aveva atterrita e sconvolta. Allora, lentamente, si pass attorno alle spalle e alla vita la cintura, annodandola; e le donne capirono, sorrisero. Indietreggiarono ancora e, piano, incominciarono a muoversi: una danza strana, fatta di gesti rituali, sommessi, corali, al suono di tamburi, cembali e flauti. Una danza armoniosa, compiuta senza ballare. Mentre le donne danzavano Sandokan si mise a spiegare:
  - Raccontano la loro vita.... sono gesti che fanno tutti i giorni.... Come si pulisce il riso e lo si mette a seccare.... come si lavano i panni nel fiume.... come si schiacciano le erbe per trarne una medicina....
  Piano piano, tutta la tensione di Marianna si sciolse guardando quelle donne, quei gesti, quei movimenti leggeri, bellissimi. D'un tratto si scopr in quelle donne, le accett e si accett come una di loro; e il loro ritmo entr in lei: ritmo di vita, ritmo di danza. Incominci piano a muoversi, prima insensibilmente, poi sempre pi copiando i loro passi, i loro movimenti, i loro gesti. Ebbe un sorriso: si allontan da Sandokan ed entr nella fila delle donne, e danz come loro. Come loro, che danzavano per i loro mariti, lei danz per il suo.