Funerale in mare

  Sul ponte, accanto al bastingaggio, il corpo di Sandokan disposto su una tavola era avvolto in un lenzuolo bianco. Alcuni marinai, dopo avergli posto ai piedi una palla di cannone, terminavano di cucire il telo, lasciando scoperto solo il viso del pirata. Accanto a lui, Marianna sostava immobile, come in preghiera. Ma in effetti non stava pregando: considerava il trascorrere del tempo, preoccupata e timorosa di sbagliare. Sandokan le aveva detto di aspettare tre ore esatte - non un minuto di pi, non un minuto di meno perch se avesse anticipato, egli sarebbe morto affogato; se avesse tardato troppo, egli si sarebbe risvegliato e sarebbe stato perduto, e questa volta, per sempre.
  Intanto dall'altra parte del ponte si andava schierando un picchetto d'onore di marinai armati di fucile. Marianna si rivolse al comandante; il suo viso dolente espresse con un triste sorriso la sua riconoscenza.
  - Comandante - disse - la ringrazio di avere aderito alla mia richiesta.
  Il comandante le si avvicin.
  - Ogni uomo che muore su una nave ha diritto a un funerale in mare. Non mi ringrazi.
  E Marianna continu:
  - Vorrei vegliarlo fino al tramonto.
  Con un cenno del capo, il comandante acconsent; ma in quel momento si avvicin Lord Brooke che intervenne dicendo con asprezza:
  - No, no, Lady Marianna. Il corpo di Sandokan verr sbarcato a Sarawak dove sar impiccato nella piazza grande perch tutti possano vederlo.
  - Ma quell'uomo  morto! - esclam il comandante.
  - Deve essere impiccato ugualmente - insist Brooke con lo stesso tono. Ci penseranno i miei soldati.... Sospenda questo rito e faccia piuttosto distribuire ai marinai una doppia razione di rhum.
  - Ho promesso a Lady Marianna che quell'uomo sar seppellito in mare rispose caparbiamente il comandante. - E lo sar.
  - Lei  stato messo a mia disposizione dal governo di Sua Maest e deve eseguire i miei ordini.
  A queste parole il comandante si irrigid.
  - Ho l'impressione che lei dimentichi che sono il comandante della nave. A bordo solo io posso dare ordini. E far seppellire il corpo di quell'uomo in mare. Sulla mia nave, signore, non ci sar rhum per festeggiare la morte di un uomo.
  Marianna gli lanci un'occhiata piena di gratitudine; gli rivolse un pallido sorriso e si avvicin al corpo di Sandokan.
  Brooke, contrariato dall'atteggiamento imprevisto del comandante, cerc di convincerlo in tono discorsivo:
  - Comandante, lei non capisce che non  la morte di un uomo che conta, ma la fine di ci che Sandokan rappresenta. Se avessi potuto uccidere la leggenda di Sandokan senza uccidere lui, l'avrei fatto. Ma ora quel cadavere deve essere impiccato o tutto sar stato inutile! Lo esige l'interesse dell'Inghilterra.
  - Di quale Inghilterra parla, milord? - domand il comandante in tono ironico. E continu severamente: - Non di quella che conosco lo. La mia Inghilterra  legge, disciplina, sacrificio, ma anche dignit, rispetto per l'uomo.... per il nemico. E questo mi hanno insegnato alla scuola militare: e lei non pu pretendere che un ufficiale inglese si comporti come un avventuriero sanguinario.
  Brooke si strinse nelle spalle.
  - Avrebbero dovuto darle delle lezioni sull'Impero.... Mi ascolti: se il popolo di queste isole non vedr il cadavere della Tigre di Mompracem, non creder mai alla sua morte e la sua leggenda continuer....
  - Mi dispiace - ripet il comandante. - Ho dato la mia parola a Lady Marianna e la mia parola su questa nave  legge.
  - Questa volta ha vinto la  sua  Inghilterra - borbott Brooke con un cenno del capo che voleva essere una specie di inchino e che, invece, significava tutto il disprezzo che egli provava per quell'Inghilterra che mandava avventurieri come lui a conquistare un impero, e soldati come quell'ufficiale a contrastargli il passo.
  Il comandante appariva turbato, ma non volle aggiungere parola: il suo onore di ufficiale era in gioco, e d'altra parte non era mai stato soddisfatto della missione che gli era stata affidata dall'ammiraglio. Estrasse un sigaro di taca, lo mise in bocca, fece per accenderlo, poi all'ultimo momento rinunci.
  Rimase un attimo incerto come se non avesse saputo che cosa fare del sigaro e delle stesse mani, poi con uno scatto rimise il sigaro nel taschino.
  Lord Brooke continuava ad osservarlo, furioso che un uomo come lui, un soldato al servizio della Regina, non riuscisse ad andare oltre ai regolamenti, non capisse che una dimostrazione di forza quale egli proponeva sarebbe stata pi efficace di qualsiasi atteggiamento corretto.
  Marianna era vicino al corpo di Sandokan. China su di lui, lo guardava fissamente come per imprimersene i lineamenti nella mente, per sempre.
  Intanto il sole calava verso il mare in un tramonto di fuoco. Di quando in quando, Marianna alzava gli occhi verso il sole come se dal sole potesse venirle il suggerimento dell'ora esatta. Ormai dovevano mancare pochi minuti. Si scosse, si guard intorno. Nessuno sembrava curarsi di lei e del corpo di Sandokan. Il picchetto dei marinai, che era schierato dall'altra parte del ponte, era fisso sull'attenti, in un atteggiamento di assoluta indifferenza; il comandante e Lord Brooke erano in disparte, affiancati, silenziosi, come due nemici che si siano scontrati e che debbano per forza stare vicini. Tuttavia ciascuno pensava a s. Marianna si rese conto che nessuno l'osservava e allora rapidamente si trasse dal corpetto un pugnale e furtivamente lo infil sotto il telo funerario; cerc la mano di Sandokan, gli mise l'impugnatura nella mano, stringendole intorno le dita che gi perdevano la rigidit della morte, in modo che quando egli si fosse svegliato trovasse immediatamente l'arma.
  Il sole continuava a calare; gi una parte sembrava immersa nell'acqua e i suoi riflessi rossi si allungavano, si protendevano fino alla nave che procedeva lentamente in attesa del funerale. Il comandante avanz di qualche passo; si avvicin a Marianna, le sfior una spalla, cercando di trarla indietro.
  - Lady Marianna.... - mormor.
  Marianna guard ancora il viso di Sandokan contratto dalla morte. Non riusciva a capire se il momento era giunto o se era ancora troppo presto; un'angoscia improvvisa le sal dal petto, le giunse fino agli occhi che le si riempivano di lacrime. Il sole andava rapidamente scomparendo.
  - Ancora un attimo, la prego, comandante - implor.
  Su tutta la nave fu il silenzio; un grave silenzio di attesa. Altre volte vi erano stati funerali in mare e in quel momento, che precede l'abbandono del corpo alle onde, il comandante leggeva secondo la consuetudine una preghiera; ma questa volta il comandante non aveva preghiere da leggere, e se ne stava in disparte con la sgradevole sensazione di essere un testimone inutile.
  Marianna avvicin il viso a quello di Sandokan; gli cinse la testa con le braccia; si protese su di lui e lo baci sulla bocca, lungamente, dolcemente ma spiando gli occhi di lui. Ad un tratto, come si aspettava, vide le palpebre agitarsi in un lievissimo fremito. Allora fu presa dalla paura che tutto non si svolgesse abbastanza rapidamente, raccolse il telo che circondava il viso di Sandokan e lo chiuse, nascondendolo. Poi, come strappandosi dal corpo dell'uomo amato, si allontan con un gesto che voleva dire:  Adesso fate voi .
  Due marinai, ad un cenno del comandante, terminarono di legare il telo intorno al corpo del pirata, poi, sull'attenti, attesero.
  Il comandante fiss per un attimo l'orizzonte che si andava cancellando nel crepuscolo poi ordin:
  - In mare!
  Nello stesso momento l'ufficiale che comandava il picchetto ordin:
  - Presentat'arm!
  I soldati scattarono nel saluto: fu un attimo; poi l'ufficiale ordin ancora:
  - Fuoco!
  Una salva di fucileria salut il corpo di Sandokan che, spinto dai due marinai, scivolava in mare.
  Marianna si sent mancare. Tutta la forza che l'aveva sorretta fino a quel momento l'abbandon. Con un balzo corse fino al parapetto e guard in gi. Il corpo di Sandokan era gi scomparso tra i flutti. Marianna vinta cedette alla disperazione e scoppi in un pianto dirotto.
  Il comandante, rivolto al secondo, ordin:
  - Capitano, riprendiamo la rotta. Aumentare la velocit.


  Il praho di Yanez filava con il vento in poppa sul mare tranquillo. Era il tramonto.
  Dopo aver sviato i cani, Yanez era tornato con gli uomini che erano rimasti con lui alla sua nave, ripartendo da Labuan poche ore dopo la partenza di Sandokan. Sul praho tutto era tranquillo; Yanez era certo che il suo fratellino fosse gi in vista della costa di Mompracem, e, pertanto, sulla nave regnava l'allegria.
  D'un tratto si ud la voce del gabbiere che gridava:
  - Uomo in mare!
  Yanez sal sulla tolda e si fece consegnare da un pirata il cannocchiale.
  - Da' qua!
  Si mise a scrutare il mare nella direzione segnalata dalla vedetta; ma in quel momento un'altra vedetta grid:
  - Signor Yanez, c' un incrociatore inglese.
  Yanez ebbe un presentimento; spost il canocchiale nella direzione dell'incrociatore e subito ordin:
  - Invertite la rotta prima che ci vedano!
  - Ma c' quell'uomo in mare! - ripete il gabbiere.
  E Yanez:
  - Vivo?
  - Sta nuotando.
  - Verso riva?
  - No, verso l'incrociatore inglese.
  - A un solo uomo pu venire in mente di inseguire un incrociatore a nuoto....
  Ormai tutti i pirati s'erano precipitati verso i bastingaggi guardando in mare, cercando di vedere sia l'incrociatore, sia colui che lo stava inseguendo.
  Yanez tenne a lungo puntato il cannocchiale sul nuotatore solitario, poi disse con un sogghigno:
  - Raddrizzate la rotta e andiamo a prendere Sandokan prima che lo raggiunga.