Già a metà del pranzo il dottor Kirby, che come al solito non si era limitato nel bere, aveva offerto ai commensali i suoi ricordi, tra melanconici e ironici, sull'Inghilterra. Ora che il pranzo volgeva alla fine, alzò il calice per un altro brindisi a Marianna.

- Al suo viaggio, figliola, e al momento in cui le appariranno davanti, nelle nebbie di Dover, quelle bianche scogliere che io ormai rivedrò solo in sogno.

- Dottore - lo interruppe Lucy: - non parliamo di tristezze.... Facciamo come se fosse una sera come le altre.

- Che cos'è una partenza, in fondo? La fine di qualcosa....

- E l'inizio di qualcos'altro - concluse intenzionalmente Lord Welker.

La conversazione riprese subito, però, in tono meno drammatico, più discorsivo: l'emotività di Lucy fu spenta dalla compostezza del colonnello Fitzgerald.

- Io sono certo che Lady Marianna rivedrà con piacere la nostra isola - disse egli. - Quei paesaggi teneri, magari piovosi, che non si impongono con lo splendore troppo luminoso di un mattino e il rosso troppo infuocato di un tramonto.... Paesaggi che non aggrediscono, tenui e sfumati come un pastello....

- Lei parla di paesaggi come si parla di sentimenti - sottolineò Lucy, che era innamorata della patria come solo un emigrato può esserlo.

- Noi inglesi parliamo assai raramente dei nostri sentimenti - disse Lord Guillonk.

- Anche se non permettiamo a nessuno di rubarceli, - intervenne Lord Brooke.

Lord Welker ebbe un leggero sorriso, appena velato di ironia.

- Non credo che i sentimenti siano una merce tale da interessare i ladri.... e i pirati di queste parti. Come si chiamano? Di Mompràcem o di Mómpracem?

- Mómpracem, Lord Welker.

La conversazione languì per qualche minuto; poi Lord Welker ruppe il silenzio, alzando il calice.

- Vorrei proporre anch'io un brindisi: alla nostra patria lontana.... Alla vecchia, cara Inghilterra cui siamo inestricabilmente legati dalla nostalgia delle sue nebbie trasparenti....

A Lord Brooke non sfuggì il sarcasmo; ma finse di non accorgersene. Non poté fare a meno, però, di mostrare al commensale scozzese di essere anch'egli maestro dell'ironia.

- Molto poetico, Lord Welker. Mi unisco al brindisi per patriottismo, ma non credo una parola di quello che lei ha detto.

- Come sarebbe, Lord Brooke?

- Lei non ha alcuna nostalgia dell'Inghilterra. Glielo leggo in faccia. Il suo è il volto di un uomo che ha vissuto gran parte della vita in questa parte del mondo.... Come me, del resto. Siamo due inglesi di stampo orientale, bruciati fino in fondo dal sole dei tropici.... Nella nebbia di Dover, mi creda, ci troveremmo fuori posto.

- Lei forse non mi crederà, Altezza, ma io sono venuto in Malesia anche perché ero curioso di conoscerla. In Inghilterra si parla molto delle gesta del rajah bianco di Sarawak....

- Chissà che cosa si racconta delle mie malefatte nei pettegoli salotti di Londra.

- La solita ipocrisia anglosassone. Si parla male di quello che fa comodo. E un po' il nostro difetto nazionale, l'ipocrisia: non trova?

Ormai la conversazione sembrava monopolizzata da loro due; gli altri tacevano.... del resto non riuscivano a capire quella specie di sottile animosità che trapelava dalle loro parole.

- E' un difetto da cui lei sembra totalmente indenne.

- Ho l'abitudine di parlar franco, anche se le circostanze non sempre me lo consentono. Sinceramente, le dico che sono lieto di essere a questa cena e di aver potuto incontrarla a faccia a faccia, Lord Brooke.

Così dicendo alzò il bicchiere verso di lui e questi rispose al gesto con calcolata cortesia. Era sempre più evidente che i due uomini si stavano studiando: l'uno e l'altro avevano avvertito il livello dell'interlocutore e sentivano che prima o poi un confronto fra loro due sarebbe stato inevitabile.

Per rompere quella tensione, Lord Guillonk propose un brindisi.

- A Lord James Brooke.

Tutti i convitati levarono i loro bicchieri, tutti esclusa Marianna; e tutti si accorsero che Marianna non si univa al brindisi. La tensione invece di diminuire aumentò. Un lungo momento di imbarazzo calò sui convitati.

In quel momento, però, un concitato parlottare proveniente dall'anticamera salvò la situazione. Sulla porta apparve il maggiordomo, il quale si affrettò verso il tavolo rivolgendosi a Lord Guillonk.

- Milord, un sergente dei cipays chiede del colonnello Fitzgerald. Dice che i suoi uomini hanno avuto uno scontro a fuoco con i pirati.

Gli uomini si alzarono precipitosamente e uscirono dalla sala; ultimo, camminando lentamente, accendendosi prima una sigaretta, li seguì Lord Welker.

In giardino, sotto una scorta di soldati, tre uomini. legati insieme ad un unico giogo di legno, aspettavano fieramente: Ragno di mare, Giro Batol e Sambigliong.

- Dove li avete presi? - domandò, il colonnello Fitzgerald al sergente.

- In una caverna a due miglia da qui. Abbiamo sentito dei cani abbaiare e ci siamo avvicinati.

- Dei cani? - esclamò perplesso Lord Brooke.

- Ne avevano una mezza dozzina, tutti legati ad una corda.

- Li abbiamo catturati - disse Ragno di mare.

- E poi ci si sono affezionato - soggiunse fieramente Giro Batol.

Il terzo pirata, il gigantesco Sambigliong, concluse con bonomia:

- Bisogna saperci fare con i cani.

Il dottor Kirby ebbe una smorfia divertita.

- Soprattutto con quelle belve, diamine! - esclamò.

I tre pirati apparivano provati dal combattimento, stanchi; ma solo Sambigliong era ferito.

- Ce li hanno aizzati contro, poi hanno attaccato all'arma bianca - continuò il suo rapporto il sergente. - Dei diavoli, signore! Hanno ucciso quattro nostri compagni e ne hanno feriti altri sei.

- Devono essere proprio i cani che avevamo sguinzagliato sulle tracce di Sandokan quando rapì mia nipote - interloquì Lord Guillonk.

- Infatti non erano più tornati - mormorò il colonnello Fitzgerald. - Comunque i cani devono avere impedito a questi tre di imbarcarsi.

- E se invece fossero sbarcati un'altra volta per un nuovo tentativo di rapimento? - suppose Lord Guillonk, piuttosto nervosamente.

Non aveva alcuna voglia di ripetere l'esperienza fatta non molti giorni prima.

- Non credo - disse Brooke. Ormai Sandokan è morto....

I tre pirati prigionieri rimasero come fulminati: di colpo tutti alzarono la testa, guardarono Brooke, che ricambiò il loro sguardo freddamente. Comprendeva i loro sentimenti e forse con intenzione aveva annunziato la morte di Sandokan. Quindi continuò con altrettanta freddezza:

- Sì, è morto. Il corpo del vostro capo riposa in fondo al mare.

- Come è morto? - domandò Ragno di mare.

- L'avevamo catturato - Brooke voleva sfatare la leggenda della Tigre della Malesia. - Si è dato la morte da sé con un veleno che aveva nascosto in un anello.

- Tu sei James Brooke, il rajah bianco di Sarawak, vero? - domandò Ragno di mare.

- Sì.

- Hai fama di essere spietato ma non ti abbasseresti mai a mentire - disse con semplicità. Fece una pausa, poi soggiunse: - Se la Tigre della Malesia è morta.... Yanez la vendicherà!

Lord Brooke ebbe un breve sorriso.

- Una leggenda per sostituire un'altra leggenda! - esclamò. Poi si permise di essere sarcastico: - Non vi resta che chiamare Yanez a liberarvi!

Ma mentre parlava, si accorse che i tre pirati non lo ascoltavano più; fissavano qualcosa o qualcuno che stava alle sue spalle. Si voltò di scatto: Lord Welker stava avanzando lentamente fumando una sigaretta; il suo passo lento, la sua indifferenza, il modo accurato con cui si incastrava il monocolo nell'orbita dimostravano che lo scozzese provava per tutto quello che stava accadendo solo una blanda curiosità. Tuttavia Brooke aveva sentito che il suo arrivo aveva turbato i pirati. La sua fronte si corrugò; rimase a lungo pensieroso; non riusciva a capire ma sentiva che qualcosa era accaduto. E ciò lo metteva a disagio; aveva bisogno di riflettere. Si irrigidì di colpo e rivolto al sergente e al soldati ordinò:

- E ora portateli via.

Mentre rientravano, Lord Guillonk prese sottobraccio il colonnello.

- Sono contento che lei abbia deciso di scortare mia nipote, domani mattina.

Al che Lord Welker, alzando un sopracciglio con un moto di stupore, disse:

- Non capisco.... inglesi o selvaggi, chi può voler fare del male ad una deliziosa fanciulla come Lady Marianna?

- I pirati hanno giurato di rapirla - disse Lord Guillonk. Poi, sebbene un po' a fatica, soggiunse: - Forse, milord, le devo una spiegazione....

- No, per carità - lo interruppe Lord Welker alzando una mano. - Non pretendo mai di interessarmi dei fatti degli altri.... - Ebbe una breve risata poi soggiunse: - Spero solo che i pirati non rapiscano me, invece di sua nipote.

A queste parole, Lord Brooke si voltò a guardarlo: nei suoi occhi, però, c'era qualche cos'altro oltre alla curiosità.

I tre prigionieri erano stati rinchiusi nei magazzini, davanti ai quali camminava, avanti e indietro, scomparendo a tratti nel buio delle ombre degli alberi e ricomparendo nelle chiazze di luce lunare, una sentinella. L'uomo, evidentemente seccato del servizio straordinario che doveva compiere, nell'andare e venire si distraeva fischiettando una canzone.

Altre due sentinelle erano di servizio un po' più lontano. Una di queste, ad un certo momento, si lasciò sfuggire un lungo sbadiglio, e rivolto al soldato che fischiava gli gridò:

- Basta! Ci fai venire sonno con quel fischio.

Al che l'altro rispose:

- A me fa l'effetto contrario: mi tiene sveglio....

E senza tanti complimenti ricominciò a fischiare.

Gli altri si strinsero nelle spalle. Il soldato penetrò in una zona d'ombra e, procedendo nella sua ronda, si avvicinò ad un albero; ma fece appena in tempo a giungervi che d'un tratto qualcuno sbucò da dietro il tronco, e gli balzò addosso afferrandolo per la gola. Così, d'improvviso, il fischio cessò. Gli altri due soldati di sentinella si fermarono di colpo, in allarme, tanto il fischio sì era interrotto improvvisamente. Imbracciarono i fucili e si mossero in direzione della zona d'ombra nella quale il loro compagno si trovava. Ma non avevano fatto che un paio di passi che il fischio riprese. Allora i due uomini si tranquillizzarono e ripresero il loro servizio.

Lord Welker accompagnò il corpo del soldato che aveva strangolato, lentamente, al suolo, evitando di fare il minimo rumore e continuando a fischiettare la stessa canzone che fischiava il soldato. Poi, silenzioso come un gatto, scivolò verso il magazzino, succhiandosi una ferita, poco più di un graffio, che la baionetta, scivolando, gli aveva prodotto sul dorso della mano.

Si udirono alcuni spari. Immediatamente tutta la villa fu in allarme: i soldati balzarono fuori dai loro alloggi, mentre indossata frettolosamente una vestaglia, Lord Brooke, Lord Guillonk, il colonnello Fitzgerald e il dottor Kirby apparvero sulla porta della villa. Si resero subito conto della situazione e si avvicinarono ai soldati distesi per terra. Il dottor Kirby si chinò per esaminarli: non occorse molto tempo: si alzò dicendo:

- Niente.... niente da fare.

Lord Brooke, freddo e silenzioso, guardava gli uomini, i cadaveri, il magazzino con la porta spalancata. Aveva la fronte corrugata: quanto era accaduto era chiaro: ma come era avvenuta la fuga? I pirati avevano agito da soli o avevano avuto un aiuto dall'esterno? E nel primo caso com'erano riusciti? e nel secondo, chi era stato? Entrò nel magazzino, diede un'occhiata intorno, raccolse un pezzo di corda; uscì.

- Le corde sono state tagliate - disse. E soggiunse: - Qualcuno li ha liberati.

Il pezzo di corda passò di mano in mano.

In quel mentre, dal buio, sbucò Lord Welker. I suoi abiti erano in disordine come quelli di un uomo che si è rivestito in fretta, alla meglio; si avvicinava e mentre infilava una sigaretta nel bocchino si guardava in giro con la consueta indifferenza: c'era da chiedersi perché si fosse scomodato.

Lord Brooke lo scrutò attentamente; sul dorso della mano di Lord Welker c'era un lungo graffio sanguinante.

- Chi è stato? - domandò lo scozzese.

- Certamente i pirati - rispose il colonnello.

Il rajah di Sarawak si avvicinò a Lord Welker e prendendogli la mano ferita disse:

- Lei sanguina: si faccia medicare.... Dottor Kirby! - chiamò.

Il dottore si avvicinò, guardò la ferita e domandò:

- Ma come ha fatto a ferirsi così?

- Su quei cespugli ci sono degli aculei spinosi.

Il dottor Kirby alzò gli occhi verso il viso del suo interlocutore: quella ferita non poteva essere stata prodotta da uno spino. Lord Welker ricambiò il suo sguardo.

Il dottor Kirby lo sostenne per un attimo, in silenzio, poi disse, fasciandogli la mano:

- Oh, non è niente. In un paio di giorni si sarà rimarginata.

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