LA COMPAGNIA DEL SIGNOR VITALI


  Dormii tutta la notte sotto l'incubo del timore; infatti la mattina dopo, svegliandomi, il mio primo gesto fu quello di guardarmi attorno per essere sicuro che non mi avessero portato via.
  Forse mamma Barberin lo aveva convinto a farmi restare. Ma proprio a mezzogiorno egli mi disse di mettermi il cappello e di seguirlo.
  Spaventato, volsi lo sguardo a mamma Barberin che mi fece cenno di obbedire e di star tranquillo.
  La nostra casa distava circa un'ora di cammino dal paese e in tutto quel tempo non fu detta una sola parola. Davanti al caff qualcuno invit Barberin ad entrare. Egli si sedette al tavolo col padrone del caff: io mi misi in un cantuccio vicino al camino e cominciai a guardarmi intorno con curiosit.
  Mi colp subito un uomo seduto dalla parte opposta alla mia. Vestito in modo assai bizzarrro. Sui capelli bianchi e lunghi, portava in alto cappello di feltro grigio ornato di penne verdi e rosse. Indossava una pelle di montone senza maniche: dai due buchi uscivano le braccia rivestite di un velluto che un tempo doveva essere stato turchino.
  Vicino a lui stavano immobili tre cagnolini: uno bianco, un barboncino nero e una cagnetta grigia dall'aspetto vivace e dolce. 
  Mentre osservavo con occhi spalancati, Barberin e il padrone del caff parlavano piano, ma non tanto che che io non sentissi che parlavano di me. Anche il vecchio ascoltava e a un tratto, indicandomi col dito, si rivolse a Barberin con accento straniero:
    questo il ragazzo che vi impaccia?
   S,  proprio lui.
   Credete che l'Amministrazione degli Ospizi vi dia di che per mantenerlo?
   E come! Non ha genitori e vive a mio carico.
   Eppure ci sarebbe un mezzo per sbarazzarsene subito e guadagnarci un po'  disse il vecchio dopo aver riflettuto un momento.
   Voi dunque volete che questo ragazzo non mangi pi del vostro pane...
   Insomma  riprese il vecchio  lo prendo com'. S'intende che non lo compero: lo prendo in affitto e vi do venti franchi all'anno.
   Venti franchi?
  Tir fuori una borsa di cuoio da cui prese quattro monete d'argento che lasci cadere sulla tavola.
  Il vecchio guard Barberin con aria ironica e sorseggiando il suo vino disse:
   Mi far compagnia. Sono vecchio e la sera, dopo una giornata faticosa, quando il tempo  cattivo, mi prende la malinconia. Lui mi distrarr e ne far un attore della compagnia Vitali.
   Dov' questa compagnia?
   Il signor Vitali, come avrete immaginato, sono io. Questa  la mia compagnia.
  Cos dicendo apr la pelle d'agnello e tir fuori uno strano animale che teneva sotto il braccio sinistro, stretto contro il petto: indossava una giacchettina rossa orlata di un passamano dorato: che razza di bestia era?
  - Oh, che brutta scimmia!  grid Barberin.
   Questo  il primo attore della compagnia  disse Vitali  si chiama  Belcore . Su, Belcore, saluta gli amici.
  La scimmietta port la manina alla bocca e mand un bacio a tutti.
   Ed ora  continuo Vitali stendendo una mano verso il cagnolino bianco  passiamo ad un altro: il signor Capi presenter i suoi amici al gentile pubblico qui presente.
  Il cagnolino, che era rimasto immobile fino a quel momento, si lev sulle zampe posteriori e incroci quelle anteriori sul petto inchinandosi con tanto rispetto da sfiorare il pavimento col vecchio berretto militare. Fatto questo si volse ai suoi compagni e con una zampetta fece loro cenno di avvicinarsi. I due cani, guardando fisso il loro compagno, si drizzarono e, tenendosi per una zampa come gli uomini si tengono per mano, fecero sei passi avanti, tre indietro e salutarono il pubblico.
   Quello che chiamo Capi, in italiano  Capitano ,  il pi intelligente e trasmette i miei comandi alla compagnia  riprese Vitali.  Questo galante giovinetto dalla pelliccia nera  il signor Zerbino e questa signorinella  Madamigella Dolce. Con questi bravi attori io giro il mondo guadagnandomi il pane.
  Mentre stavo l, smarrito e con le lagrime agli occhi, Vitali mi dette un buffetto sulla guancia:
   Bene, bene  disse   un ragazzo ragionevole perch non strepita; si lascer persuadere e domani...
  Ora torniamo agli affari  riprese Vitali.  vi do trenta franchi.
   No, quaranta.
  Cos dicendo Vitali mise sul tavolo otto monete da cinque franchi che Barberin intasc subito.
   Su, Remigio, prendi il fagotto e cammina davanti a Capi. Avanti, march!