Il giorno della partenza mi staccai con dolore da Alessio e dallo zio Gaspare, ma il mio destino era di lasciare tutti quelli a cui volevo bene.
Strada facendo ricominciai a dar lezioni di scrittura a Mattia, ma, o che io fossi un professore scadente ed è probabile o perchè Mattia fosse uno scolaro poco diligente ed è ancor più probabile i suoi progressi furono molto lenti. Con il libro davanti agli occhi, leggeva parole che non erano scritte: lavorava molto bene con la fantasia.
Nella musica, invece, fece progressi straordinari e fin da principio cominciò a mettermi in imbarazzo con le sue domande.
Un giorno egli mi disse:
Senti, tu sei certamente un bravo professore, e nessuno sarebbe stato capace d'insegnarmi quello che ho imparato da te, ma... forse ci sono delle cose che tu non sai. Allora ho pensato una cosa: non potremmo comprare a buon prezzo, s'intende, un libro nel quale possiamo trovare i principi della musica?
È giusto!
Decidemmo quindi che a Mende avremmo fatto la grossa spesa di una vera lezione di musica da un maestro.
Vi giungemmo a notte tarda e molto stanchi.
Appena alzati ci preparammo con più cura del solito e, presi i nostri strumenti, ci avviammo alla casa del maestro.
Quando giungemmo davanti alla porta che ci avevano indicato, credemmo di esserci sbagliati, poichè l'insegna, che si dondolava piano piano, non era quella di un musicista, ma di un barbiere.
Il signor Espinassous? domandò Mattia.
Un ometto saltellante, che radeva la barba a un contadino, rispose con voce baritonale:
Sono io.
Potete tagliarmi i capelli quando avrete servito il signore?
Certo giovanotto.
Quando ebbe finito di servire il contadino, Espinassous cominciò ad avvolgere un asciugamano intorno al collo di Mattia che cominciò a parlare:
Signore, io e il mio amico abbiamo avuto una discussione e siamo venuti a sentire il suo parere come quello di un illustre musicista.
Ditemi quello che vi preoccupa, giovanotto.
Capii allora che Mattia voleva prima rendersi conto della competenza del barbiere-musico, poi farsi dare la lezione per il prezzo di un taglio di capelli.
Perchè chiese Mattia il violino si accorda su certe note a non sulle altre?
Già ridevo tra me e me, pensando che con ogni probabilità il mio amico avrebbe ricevuto una risposta simile alle mie, quando il maestro si lanciò in una spiegazione chiara e precisa.
Alla fine però anch'egli ci fece delle domande e finì per scoprire il trucco. Rise e rise di cuore, poi volle che Mattia gli suonasse qualcosa. Quando ebbe finito un valzer, il maestro esclamò sbalordito:
E tu non sai una nota di musica?
Quando poi Mattia gli suonò un'aria sul clarino e sugli altri strumenti a fiato che erano nel reperto musicale della bottega, dichiarò che era un prodigio e che doveva rimanere con lui per studiare musica.
Si mise a cercare nei cassetti e tirò fuori un libro vecchio e bisunto, intitolato « Teoria della musica ». Scrisse una dedica: « Al ragazzo che, divenuto artista, ricorderà il barbiere di Mende ».
E non l'abbiamo mai dimenticato.
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