CAPITOLO XV


  Da tre anni il banchiere del signor Vulfran ad Amiens aveva l'incarico di ricevere e di trasmettere tutte le notizie che potevano venire dai giornali di Dakka, Calcutta, Dhera, Bombay, Alessandria, Istambul, sui quali egli ogni settimana faceva pubblicare un annuncio promettendo una grossa ricompensa a chiunque fosse in grado di fornire anche minimi particolari riguardanti Edmondo Paindavoine e la sua vita.
  Ma anche questo sistema dava ben pochi frutti: il banchiere riceveva lunghi romanzi pieni di fantastiche notizie, assolutamente prive di fondamento, o qualche lettera poco seria nella quale si chiedeva danaro, ma di notizie utili nemmeno l'ombra. Tutto sembrava diventato inutile.
  Pierina leggeva e traduceva tutto al signor Vulfran che, nonostante gli scarsi risultati, non si perdeva di animo e continuava a sperare un giorno o l'altro di avere buone notizie. E forse aveva ragione, perch un giorno arriv da Sarajevo, in Bosnia, una lettera, scritta in pessimo inglese. Dietro compenso depositato presso un banchiere di tale citt, gli informatori si sarebbero impegnati a fornire notizie esatte e documentate sul signor Edmondo, notizie riguardanti il novembre precedente.
  Il signor Vulfran esultava:
   Avevo ragione ad insistere, Aurelia, vedi?  grid  Novembre non  molto lontano nel tempo. Ci siamo riusciti.
  Per la prima volta parl dei figlio a Tolouel ed ai nipoti, annunciando che questi era stato in Bosnia in novembre.
  La notizia si divulg in un baleno, naturalmente: e se qualcuno avesse avuto qualche dubbio sulle notizie, bastava guardasse il viso dei nipoti del signor Vulfran per capire tutto quanto stava occorrendo.
  I commenti si intrecciavano in paese.
   Il signor Edmondo sta per tornare!
   Ma chiss. Essere in Bosnia non vuol mica dire essere sulla strada di casa. Poteva essere diretto chiss dove!  Era il signor Bendit che parlava cos.
   Anch'io vorrei tanto che tornasse quel figliolo: darebbe agli stabilimenti quella solidit che ora manca, ma non basta desiderare una cosa, per averla; io non sono sentimentale, quindi, prima di illudermi troppo...
  Ma per il signor Vulfran non vi erano pi dubbi.
   solo questione di tempo  diceva a Pierina  La Bosnia non  l'India: se abbiamo notizie dal novembre, la pista non si perder cos facilmente.
   Poteva essere l di passaggio  osserv Pierina.
   Tanto meglio: vuoi dire che stava per tornare. E sar solo, la Bosnia non  un paese ospitale. Certo si  separato da quelle due donne, risolvendo da solo il mio problema.
  Pierina taceva pensierosa e, incitata a parlare, disse:
   Signore, non vorrei irritarvi, parlandovi ancora di quell'argomento che non volete sia toccato, ma io non sono d'accordo con voi!
   Parla dunque, spiegamene le ragioni!
   Se le due donne hanno attraversato le montagne indiane, perch non avrebbero potuto, essere in Bosnia che in fin dei conti non  poi un paese cos aspro e duro. E poi, se il signor Edmondo era di passaggio, certo saranno state con lui; le lettere dall'India indicano chiaramente l'affetto che li legava...
   Dimmi, dunque  la incit il vecchio.
   Perdonatemi, signore: ma io penso soprattutto alla Vostra salute. Voi pensate davvero che, per il fatto che egli era a Sarajevo in novembre, torni qui presto?
   Ne sono sicuro  rispose spavaldamente il vecchio.
   Si potrebbe anche rintracciare, potrebbe essere tornato in India. E se fosse scomparso di nuovo?
   I  se  non portano a nulla, Pierina. Lasciami illudere.
   S, signore: ma voi soffrite di impazienza. Da quando  giunta quella lettera dalla Bosnia siete insofferente di tutto. Avete frequenti attacchi di tosse, arrossite di continuo si gonfiano le vene del collo. Se la risposta si facesse attendere, o se non fosse quella desiderata?  duro accettare il peggio, quando si aspetta il meglio. Io lo so per esperienza. Ho visto morire il mio pap proprio quando sembrava che stesse meglio e la mamma...  Pierina non pot continuare per i singhiozzi che le mozzavano le parole. I ricordi le impedirono di parlare.
   Non pensare a queste tristi cose, piccola  le disse teneramente il signor Vulfran.  So che tu sei stata duramente provata ma non possono esistere solo i dolori a questo mondo. Devi sperare con me e domani, forse, aiutarmi a sopportare il dolore.
  Pierina cap che nulla avrebbe smosso il vecchio dalla sua fiducia nelle notizie che dovevano arrivare. Venne il banchiere di Amiens, in persona. Quando egli giunse negli uffici, fu subito bloccato dal curioso Tolouel.
   Le notizie non sono buone?
   Cattive  tagli corto il banchiere  Il signor 
   Vulfran  in ufficio? Lo devo vedere immediatamente.
  Il banchiere entr risoluto nell'ufficio del signor Vulfran  Buongiorno, signore. Dovevo sbrigare alcuni affari a Picquigny qui vicino ed ho pensato di venire a darvi personalmente le ultime notizie giunte da Sarajevo.
  Pierina rest muta, quasi pietrificata al suo posto, prevedendo la scena.
   Ebbene?
   Le notizie non sono quelle che voi speravate.
   Il nostro informatore non  attendibile?
   Al contrario: anche troppo, disgraziatamente...
   Che volete dire? Non ci sono pi notizie di Edmondo?
   No, signore.
   E allora ditemi ci che sapete  incalz impaziente il vecchio.
   Ecco; in novembre il signor Edmondo, con un carrozzone da fotografo era a Sarajevo. Vi rest per poco. La lasci per Travnik, ma qui si ammal e...
   Mio Dio  Il signor Vulfran giunse le mani spasmodicamente  Mio figlio dunque... No, non posso crederlo. Ripetete, per favore.
   Signore dovete farvi forza. Edmondo  morto il 7 novembre di polmonite.
   Non  vero!  grid il vecchio.
   Anch'io ho sperato che fosse una falsa notizia. Ma ho qui il certificato di morte, vistato dal Console di Francia sentite ve lo leggo...
  Ma il vecchio non ascoltava pi. Si era accasciato su di una poltrona e restava muto, senza che le lacrime potessero sgorgare dai suoi occhi. Un dolore cupo, terribile, gli segnava il volto quando chiam i nipoti e Tolouel con voce rotta dal dolore, ma imperiosa come sempre. 
   Siete qui? Bene. Ho appreso ora che mio figlio  morto. Senza dubbi. Tolouel sospendete il lavoro nelle fabbriche. Sar ripreso dopodomani. Domani in tutti i villaggi saranno celebrate le esequie. Ora andatevene. Voglio restare solo. Aurelia?
   S, signore sono qui  rispose piangendo Pierina.
   Torniamo al castello.
  Che impressione suscit la vista di quel vecchio che si appoggiava alla spalla di Pierina! Tutto il paese aveva gi saputo e guardava ammutolito quell'uomo, per loro simbolo di forza, di vita, di potenza, ridotto ad un povero vecchio curvo triste ed infelice. Avrebbe sopportato quel dolore enorme? Come avrebbe reagito il suo fisico ormai malato?