CAPITOLO XIII


  La sera Pierina, salita in carrozza col signor Vulfran, lo condusse al castello. Varc il cancello dorato, splendida opera di un artigiano illustre e si lasci trasportare dal cavallo che conosceva bene la strada e li port fino ai piedi della grande scalinata, presso la quale attendeva un vecchio domestico.
   Bastiano, accompagna questa figliola nella camera delle farfalle, che d'ora in poi sar la sua, e fa in modo che non le manchi nulla. Poi metti un coperto in tavola di fronte a me. Arrivederci a tavola, piccina.
  Pierina passava di meraviglia in meraviglia.
  L'interno del castello era superiore alla sua immaginazione. La stanza assegnatale era un sogno, con le pareti color avorio, mobili in acero lucente e soffici tappeti.
  Le mandarono la cameriera che si mise a sua disposizione, aprendole cassetti e armadi. Dunque era vero? Tutto questo era per lei, la vagabonda che dormiva sulle foglie in compagnia di uccelli e topi. Quei saponi profumati e quelle bottigliette odorose erano per lei!
  Intanto il signor Vulfran, tornato in ufficio fu accolto da un sorpreso Tolouel.
   Suppongo che quella bambina abbia commesso qualche sciocchezza.
   Supponete male, caro Tolouel  lo rimbecc il signor Vulfran  L'ho condotta al castello per sottrarla a certi pericoli  e qui calc la voce. Avevo bisogno di qualcuno di cui potermi fidare vicino a me. Ora non mi lascer pi ed io non sar pi solo.
  Talouel rimase cos stupefatto, da non aver la forza di supporre niente altro.
  Pierina, appoggiata al balcone della sua stanza ripensava alle parole di sua madre  ti vedo felice, sarai felice . E lo era infatti. Trovarsi l al castello, e poter attendere serena il futuro, senza fretta. Tutto si sarebbe compiuto. Prima di abbandonare la sua stanza, si rinfresc, facendo largo uso di sapone odoroso e di colonia. Poi scese timorosa di non trovare la strada per la sala da pranzo, in quel labirinto dl stanze. Ma un domestico l'attendeva e l'accompagn. Il signor Vulfran entr dopo di lei.
  Il pranzo inizi, in maniera molto semplice.
   Da quando sono malato mangio due minestre, invece che minestra e pietanza. Mi  pi comodo. Ma tu ordina quello che vuoi  le disse il signor Vulfran.
   Non mangio minestra da tanto tempo, che faccio volentieri il bis  esclam Pierina.
  Il cameriere alle sue spalle la intimidiva. Sembrava stesse l per scoprire qualche sua manchevolezza. Finalmente il pranzo fin.
   Ora sei libera fino a domani. Fa ci che vuoi  le disse il padrone.
   Non volete che vi legga qualche cosa, signore?
  Il signor Vulfran fu lieto di quella domanda e Bastiano approv silenziosamente il comportamento di Pierina.
   Andiamo in biblioteca, vieni! Ti piacciono i libri di viaggio?  chiese il signor Vulfran.
   Si signore.
   Ecco, allora prendine uno dallo scaffale in alto, ma che parli dell'India. 
  Sempre quel pensiero, dunque! Voleva vivere della vita di suo figlio, quel povero padre solo.
  Nel discendere dalla scaletta che le serviva per giungere allo scaffale Pierina rimase inchiodata al suo posto, incapace di muoversi: solo allora aveva scorto un ritratto che stava sul caminetto.
   Che ti succede?
   Guardavo il ritratto.
    mio figlio a vent'anni: ma lo vedi male, aspetta che faccio luce.
  Cos dicendo spinse un interruttore e le lampadine che erano attorno al ritratto, mandarono su di esso un fiotto di luce vivida; Pierina gett un grido e lascio cadere a terra il libro.
   Che c', piccola  chiese il vecchio.
  Pierina tacque, mentre grosse lacrime le rigavano le guancie. Rimase a fissare quel giovane biondo ed elegante, il cui sguardo penetrante pareva la scrutasse.
  Finalmente con grande sforzo Pierina articol:
   Quel ritratto,... vostro figlio...
   Povera piccola, pensi al tuo papa, vero? Povera piccina...
  L'espressione dei nipoti del signor Vulfran, quando videro Pierina installata al tavolino accanto al vecchio, fu veramente un poema. Una ridda di sentimenti, dalla sorpresa alla rabbia, apparivano su quei volti di solito cos impassibili! Sapeva quello che faceva, Tolouel quando si era guardato bene dall'avvertirli! Era il suo trionfo. Anche lui era rimasto sorpreso, ma ora poteva godersi la faccia di quei due, che lo avevano sempre trattato come un subalterno.
  Si ritrovarono tutti e tre sulla veranda e Tolouel volle prendersi una bella rivincita sui due nipoti del vecchio Paindavoine.
   Vi sarete meravigliati di vedere quella bimba nell'ufficio, vero?  chiese sorridendo Tolouel. Vedendo che quelli tacevano, continu:
   Se non foste arrivati tardi, vi avrei avvertito, in modo che la cosa non vi stupisse tanto.
  Era molto soddisfatto di poter tenere in pugno quei due bellimbusti e di essere complice nello stesso tempo.
   Ieri il padrone mi ha avvertito che d'ora in avanti la piccola star al castello con lui e lavorer nel suo studio.
   Ma chi  dunque quella piccola?  chiese finalmente Teodoro.
   Nessuno lo sa. Il signor Vulfran mi ha detto che desiderava avere presso di s una persona intelligente, fidata, discreta nella quale poter riporre tutta la sua fiducia.
   Ma noi che siamo i suoi nipoti?  intervenne a questo punto Casimiro.
   Proprio come gli ho detto io  C' il signor Casimiro, cos istruito e che vi vuole tanto bene, e il signor Teodoro, cos esperto del commercio e anche lui tanto affezionato. Forse che non sono entrambi buoni, bravi, intelligenti e discreti?
  Tolouel era trionfante di questo suo discorso che egli reputava un capolavoro di adulazione e di ironia nel medesimo tempo.
   E sapete cosa ha risposto?  continu  "Ah non parliamo di quelli,  Io non ho capito cosa volesse dire con ci, ma non ho osato chiederlo. Egli mi ha anche detto che intende far vivere la piccina al castello per sottrarla a certi tentativi di corruzione dei quali egli si addolora, non per la piccola, della cui onesta  sicurissimo, ma per le persone che tentano di carpire da lei i segreti che egli le confida. Non ho capito a chi volesse alludere! Chi potrebbe far correre simili pericoli alla piccola? Domande misteriose, che io ho pensato bene  di fare a voi, quali eredi diretti di questa casa in assenza del signor Edmondo.
  Per aggiungere un altro tocco alla sua creazione superba, Tolouel pens di aggiungere:
   Certo il signor Edmondo pu tornare, prima o poi; anche molto presto date le ricerche affannose fatte compiere dal signor Vulfran. Sembra che sia sulla buona pista.
   Voi sapete dunque qualche cosa, Tolouel?  domand Teodoro cercando di mostrarsi indifferente, ma con scarsi risultati.
   Nulla se non ci che vedo: egli tiene presso di s la piccola per farle tradurre le lettere e i telegrammi che riceve dall'India!  un peccato che voi signor Casimiro cos istruito non sappiate l'inglese. Potreste sapere tutto ci che accade. Senza contare che non ci sarebbe bisogno di quella piccola che sta prendendo un posto che non le spetta.
  Cos dicendo gettava occhiate furtive nel cortile.
   Ecco che sta arrivando un telegramma: forse la risposta a quello invitato ieri a Dakka.  seccante che non possiate saperne il contenuto per portare per i primi la notizia al vecchio. Che gioia sarebbe per lui sapere del ritorno del figlio! Ma voi non conoscete l'inglese e dobbiamo quindi servirci di una bimba.
  Tolouel prese il telegramma dalle mani del fattorino e lo port al signor Vulfran, con fare servizievole e umile da perfetto impostore.
   Devo aprirlo?  chiese.
   S; se e in inglese consegnatelo ad Aurelia.
  Pierina tradusse il telegramma:  Amico di nome Leserre, negoziante francese, le pi recenti notizie risalgono a cinque anni fa. Il Reverendo padre Mackermess scrive Dehra secondo quanto avete richiesto voi .
   Da cinque anni  comment il signor Vulfran 
   Che cosa sar accaduto da allora? Come sar possibile rintracciarlo ora che  trascorso tanto tempo? Vai a spedire un telegramma in francese al signor Leserre e uno in inglese a Padre Mackernass. Chiss che tu, piccola bambina, non mi porti un po' di fortuna!
  Pierina scrisse subito speditamente il testo inglese, ma per quello francese s'incepp alla prima frase per cui dovette ricorrere diverse volte al dizionario.
   Non ti senti sicura in francese vero piccola?
   No, signore, mi  pi facile scrivere in inglese. Non vorrei che alla posta ci fosse un telegramma con degli errori spedito da voi. Non mi perdonerei di certo se qualcuno dovesse ridere alle vostre spalle per colpa mia.
   Sei mai stata a scuola? Che classi hai frequentato?
   No, signore, ci che ho imparato l'ho imparato da pap e mamma, quando avevamo tempo e non si lavorava.
   Sei una brava ragazza, e sei sincera. Rimedieremo a questa lacuna della tua educazione. Hai scritto ai tuoi parenti di te?
   No, signore. Mi trovo bene qui e voglio restarci, Non sapr mai come ringraziarvi del vostro buon cuore.
   Resterai con me?  disse commosso il signor Vulfran, sperando una risposta affermativa.
   Oh potessi esprimervi solo un po' della mia enorme gratitudine e dei miei sentimenti.
   Se  vero ci che dici, forse  meglio che tu stia qui ancora. Ma, per essermi d'aiuto, bisogna che tu sia in grado di scrivere bene le lettere che io firmer. Bisogna che tu vada a scuola.
   Sono pronta a fare ci che mi comanderete, signore. Lo studio non mi spaventa e cercher di fare del mio meglio. 
   Bene. Ho pensato ad una buona insegnante per te. Ti dar lezione dalle 6 alle 8, quando io ormai non ho pi bisogno di te. Vedrai  una donna eccezionale. Ha due soli difetti:  pi alta e pi grossa di me e si chiama Signorina Belluomo. Si  dedicata con amore all'insegnamento e le sue classi sono sempre le migliori di tutta la scuola. Ti piacer, vedrai.
  Infatti, appena Pierina la vide, ne fu subito conquistata. Era s altissima, ma il suo viso dolce e gli occhi buoni la facevano diventare quasi bella. Ella accett ben volentieri l'incarico di insegnare a Pierina e fu subito convinta che ne avrebbe ricavato qualcosa di buono da quella ragazzetta.
   Questa piccola ha degli occhi cos profondi, da gazzella. Deve essere molto intelligente. Guardando il viso non si sbaglia!
  Il suo primo giudizio fu confermato dal signor Paindavoine dopo due giorni di insegnamento.
   Signore, sarebbe stato un vero peccato se questa bimba fosse rimasta senza istruzione. La calligrafia e l'ortografia sono veramente bruttine, ma ha un dono eccezionale. Per saggiare le sue qualit, le ho assegnato un tema in cui ho chiesto di descrivermi il paese. Ebbene, signore, quattro pagine scritte con tanto calore e tanta vivacit, che, se non l'avessi vista io scrivere sotto i miei occhi avrei giurato che aveva copiato da qualche buon autore. La pagina ch'ella ha dedicato allo stagno e ai suoi abitanti  un vero gioiello.  veramente un dono quello che ha di vedere e sentire le cose in quel modo  concluse la signorina Belluomo.
  Il signor Vulfran fu ben lieto di questo giudizio e raccont alla signorina la vita avventurosa di Pierina.
   Quella bambina  veramente ammirevole, non vi pare? Ma  stata ricompensata dall'attaccamento e dall'interesse che ha saputo suscitare in voi, signor Vulfran.
   Certo. Io l'ammiro per la sua volont. Quindi, signorina, vi prego di aiutarla, oltre che ad istruirsi, anche a sviluppare il suo carattere.
   Certamente. Per pi di ogni insegnamento vale l'esempio: ed ella ha il vostro sotto gli occhi. Ne faremo qualcuno, veramente.  La signorina Belluomo infatti non tralasciava mai di parlare a Pierina di tutto ci che aveva fatto il signor Vulfran, del suo coraggio nella sventura. Rispondeva a tutte le domande che Pierina le rivolgeva su di lui, sul passato e sul presente. Le parlava della sua malattia, che forse era ancora curabile, come aveva detto pi volte il dottor Ruchan. Bisognava operarlo, ma il suo stato di salute generale e la depressione morale impedivano un intervento. Avrebbe dovuto prima irrobustirsi fisicamente e, soprattutto aver pi gioia di vivere. Allora si sarebbe potuto fare qualche cosa per i suoi occhi e ridargli la gioia di ammirare tutto quanto lo circondava.
  Ma quando Pierina le annunci che il giorno seguente al castello si attendeva la signora Bretonneux, l'insegnante, usc dal suo abituale riserbo.
   Vi consiglio di mostrarvi molto discreta domani. Voi sapete tutto ci che in paese si dice del signor Vulfran e della sparizione di suo figlio Edmondo. Il signor Vulfran  sicuro che suo figlio torner; ma non lo sono altrettanto coloro che hanno interesse all'eredit. Mostratevi cauta con la madre di Casimiro che, naturalmente, trama per i vantaggi economici del figlio. Altrettanto dovrete fare per la madre di Teodoro, altrimenti le avrete contro entrambe. Quindi, ve ne prego, quando vi interpelleranno, dite cose insignificanti e vaghe. Seguite il mio consiglio.