CAPITOLO IX


  Quando Pierina si coric, quella sera, tra le vere lenzuola, in una camera tutta per s, era molto agitata.
  Aveva accompagnato gli operai all'albergo e aveva mangiato con loro un pranzo ottimo. Forse le cose si mettevano veramente bene per lei, ma bisognava stare calme, senza affrettare gli eventi per non rovinare tutto. L'indomani, dopo aver atteso a lungo che gli operai inglesi finissero i loro preparativi mattutini, li accompagn alla fabbrica.
  Nel pomeriggio arriv il signor Vulfran con il nipote Casimiro il quale guard sdegnosamente gli operai.
   Mi sembra che concludano poco,  disse duramente  del resto , la sorveglianza che hanno non pu far sperare un gran che.
   Se tu fossi in grado di fare la sorveglianza, non avrei preso questa ragazza  rispose seccato il signor Vulfran.
   Se avessi saputo che avrei dovuto occuparmi della parte tecnica, avrei studiato lingue; tu sai, nonno che cerco sempre di collaborare.
   Non  mai troppo tardi per imparare  tagli corto il signor Vulfran, indispettito dal modo di fare del nipote.
  Uscirono. Pierina pens alla durezza del vecchio con il nipote, poteva essere davvero terribile il signor Vulfran.
  Mentre seguiva i suoi pensieri, egli rientr, con il direttore, e la chiam. 
   Sai anche leggere in inglese, piccola?  le domand il signor Vulfran.
   Sissignore.
   Sai anche, leggendo l'inglese, tradurre in francese?
   Se non sono frasi difficili, s.
   Allora proviamo. Vai a dire agli operai che, se hanno bisogno, ti possono chiamare, poi torna da me.
  Pierina obbed e prese il giornale che il signor Vulfran le tendeva, il  Dundee News , aprendolo nella parte commerciale.
  La bimba cominci a leggere e tradurre lentamente per timore di sbagliare. Aveva paura che il signor Vulfran si spazientisse.
   Non ti affannare. Te la cavi bene  disse il buon vecchio.
  Pierina continu con cauta lentezza, dovendo a tratti alzare la voce per non farsi soffocare dal martellare degli operai.
   Bene, piccola. Ora guarda se ci sono notizie da Calcutta.
   Eccole:  Le notizie che riceviamo da Dakka   nel pronunciare questo nome la voce di Pierina trem.
   Che c'? Non ti agitare, vai benissimo.
  Finito che ebbe, il signor Vulfran si congratul con lei:  Brava piccina, sono contento. Potr continuare a servirmi di te durante la malattia del signor Bendit. Ora accompagnami dal direttore.  A queste parole Pierina arross di contentezza: dunque si fidava di lei! Era gi tanto.
  II vecchio, dando la mano a Pierina, attravers il cortile salutato dagli operai. Arrivato nell'ufficio conged Pierina dicendole:
   A domani. 
  Il giorno dopo, quando arriv il signor Vulfran, Pierina era intenta al suo lavoro, che richiedeva una prontezza della quale la bimba dava una prova pi che sufficiente. L'arrivo del signor Vulfran l'aveva un po' emozionata soprattutto perch udiva dei brani di conversazione fra lui e il direttore. Ella tentava di impedirsi di ascoltare, anche perch se avesse commesso una inesattezza nel trasmettere gli ordini del capo montatore, tutti avrebbero capito la sua emozione, ma il direttore ed il signor Vulfran parlavano di lei e la tentazione era troppo forte.
   Questa fanciulla ha della stoffa: non trovate, Benoist?
   Certo,  molto in gamba per la sua et.
   Sapete, ieri mi ha letto il  Dundee News  molto meglio di Bendit e non aveva mai usato prima un giornale commerciale.  Com' il suo aspetto?  domand sempre pi interessato il signor Vulfran.
   Ha un'aria franca, aperta. Un visetto grazioso e dei bellissimi occhi, nei quali c' per... non saprei spiegarmi, qualche cosa di diffidente verso il mondo esterno. Non sembra di queste parti, la sua vita e molto oscura e non ne s proprio nulla.
   Sua madre era inglese, mi ha detto.
   S, ma di anglosassona ha solo i capelli biondi. C' in lei qualche cosa di misterioso, di orientale.
  Pierina era agitatissima. Quando ebbe finito, il padrone la chiam e, come il giorno prima, le fece leggere il  Dundee News , e il bollettino del commercio della juta. Fatto questo, il signor Vulfran si incammin al braccio di Pierina, nei cortili. Mentre camminavano egli le faceva tante domande, come per riuscire a conoscerla meglio, come per potere vedere attraverso la sua voce. Si sentiva attratto da quella creaturina semplice. 
   Hai perduto la mamma da molto tempo?
   Da cinque settimane, a Parigi.
   E il tuo pap?
   Sono gi sei mesi  rispose Pierina.
  Cos dicendo, la voce le trem per la commozione, ma il signor Vulfran continu:
   Che mestiere facevate?
   Facevamo i fotografi un po' qui un po' l, dove capitava. Avevamo un carrozzone e un asino tanto caro! II mio buon Palicaro.
   E quando tua madre  morta, perch hai lasciato Parigi?
   Perch lo avevo promesso alla mamma. Dovevo andare dai parenti del babbo, nel nord. Ma, quando la mamma si  aggravata, ho dovuto vendere tutto per curarla e dopo non mi erano rimasti i denari per il treno. Oh, scusatemi signore, vi annoio di certo.
   Affatto Amelia, continua, mi piacciono le persone che non si perdono d'animo. Continua ti prego.
   Decisi di andare a piedi. Avevo con me cinque franchi, un ditale, due aghi, un po' di filo e una carta topografica.  stato duro, soprattutto per la fame.
   Amelia, sediamoci sulla panchina che deve essere l, a sinistra.
  Pierina raccont tutto al signor Vulfran, poich questi sembrava cos interessato. Raccont ogni cosa, fino all'incontro con Rosalia e alla sua assunzione al fusi. Rievoc i giorni tristi della sua solitudine come in uno sfogo, mentre le guance le si rigavano di lacrime.
   Quando pensi di rimetterti in cammino?
   Non ci penso affatto.
   Ma i parenti di tuo padre?
   Se sapessi di essere accolta a braccia aperte, vi correrei subito: ma se non mi vogliono? No, signore: qui ora ho un lavoro, di fame non muoio pi. Andavo da loro, perch non sapevo dove chiedere aiuto, ma non si sono mai curati di me ed io temo la loro ripulsa.
   Sei prudente, piccola, ma puoi scrivere. Potrebbero anche essere felici di accoglierti e tu avresti un appoggio.  difficile e triste la vita per una ragazza sola.
   Lo so, signore, molto triste, ma se quelle braccia rimanessero serrate come rimasero per mio padre?
   Ma perch dovrebbero respingerti? I tuoi nonni avevano altri figli oltre tuo padre?
   No, no: lui solo.
   Ma allora saranno felici di accoglierti in luogo del loro figlio.  tanto triste essere vecchi e soli. Quando si  giovani  diverso, si ha la vita davanti a s; ma quando l'et  avanzata, c' solo la morte.
   Signore, se potessi essere sicura di essere accolta come una figlia, non come un'estranea...
   Bimba, ricordati quello che dico: i vecchi, come i bambini, non possono stare soli. Ma ora andiamo!  si riprese, come per scuotersi di dosso la commozione.