CAPITOLO VIII


  I lavori di preparazione dei suoi utensili avevano richiesto a Pierina molto tempo, ed ella aveva trascurato di andare da Rosalia, ma quella sera decise di andarci e, fortunatamente la trov sola.
   Che piacere vedervi, Aurelia. Credevo non veniste pi  le disse Rosalia appena la vide.
   Avevo molto da fare  rispose Pierina imbarazzata. Le raccont della camicia e delle scarpe.
   Ma potevate chiedere le forbici, nel posto in cui abitate  interloqu Rosalia, quando seppe come avesse tagliato la stoffa.
   Dove abito io non c' nessuno. Ho dovoto farmi anche una casseruola e delle posate e vi assicuro che  stato ancora pi difficile.
   Ma come avete fatto?  chiese stupita Rosalia.
  Allora Pierina raccont tutto: della scoperta dell'isolotto, delle scatole di latta che le erano servite per fabbricare i tegami per cucinare.
   Ma la vostra zuppa come avete fatto a farla?
   Nel bosco crescono tante pianticelle commestibili e il mio pap mi aveva insegnato a riconoscerle  disse orgogliosa Pierina.
   Posso venire a farvi visita?  domand esitando Rosalia.
   Quando volete, purch non sveliate a nessuno il mio segreto.
   Potete contarci. Penso venire di domenica nel pomeriggio, al ritorno da Saint-Pipay dove andr a trovare una zia.
   Allora vi fermerete a cena. Vedrete cosa vi preparer! Voi comperate il pane, al resto ci penso io  disse felice Pierina.
  II venerd Pierina cominci a cercare nel suo regno ci che le occorreva: trov delle uova di gallinella di acqua, pesc un bel pesce persico e raccolse dell'acetosella e della sassifraga.
  Al suo pranzo non mancava che la frutta e Pierina utilizz del ribes.
  Il pomeriggio della domenica Rosalia arriv, con il pane, nella radura e trov Pierina intenta a far cuocere la zuppa.
   Sbattete voi l'uovo e mettetelo nella zuppa  disse a Rosalia.
  Quando la zuppa fu pronta andarono nell'isola. La capanna appariva cos graziosa con i fiori che vi aveva messo Pierina: macchie di colore acceso, che rischiaravano tutto l'ambiente.
  La tavola era apparecchiata su un tappeto di felci, due foglie di lapazio facevano da piatto e su un'altra foglia, un pesce persico in bella mostra. Una foglia pi piccola era riempita di ribes e il tutto era ornato da candide ninfee.
   Se volete accomodarvi  disse Pierina, da vera padrona di casa.
   Come mi sarebbe dispiaciuto non poter venire  diceva mangiando Rosalia   cos bello qui, e come sono buoni i vostri piatti!
   Perch non avreste dovuto venire?  chiese Pierina.
   Mi volevano mandare dal signor Bendit, che  ammalato di tifo, A proposito, ieri mi  venuta un'idea. 
   Ditemi, Rosalia, se posso fare qualche cosa per il signor Bendit, lo faro volentieri.
   Forse potete. II signor Bendit  corrispondente d'inglese, ma ora non pu farlo. Volevano prendere un altro impiegato e allora il Signor Fabry e il Signor Mambleux si sono offerti di sostituirlo, per mantenergli il posto quando sar guarito. Ma il Signor Fabry  dovuto partire per la Scozia e il signor Mombleux  piuttosto imbarazzato: infatti egli conosce bene il tedesco, ma con l'inglese se la cava maluccio. Il Signor Mombleux voleva quindi rinunciare all'incarico ed io ho pensato a voi.
   L'inglese lo conosco bene, parlavo sempre in inglese con la mamma  disse Pierina  Ma per i termini tecnici non saprei davvero come fare.
   Con l'aiuto dei Signor Mombleux ci riuscirete  disse trionfante Rosalia.
   Forse allora, potrei. Dite pure che se hanno bisogno di me sono a disposizione. Volete la frutta, Rosalia?
    proprio bello il vostro regno. Ma non potrete occuparlo per molto tempo ancora, lo sapete?  disse Rosalia mangiando il ribes.
   Lo so, purtroppo. Spero di rimanere fino all'inverno.
   Oh, no. La caccia comincia tra poco e la capanna servir al cacciatori  esclam Rosalia.
   Povera me, ed ora?  si chiese desolata Pierina.
  Quella giornata cominciata cos bene doveva dunque concludersi tristemente?
  Certo, lasciare il suo regno era un vero peccato; ma se fosse sempre rimasta l, se avesse continuato a spingere vagoncini, non avrebbe potuto raggiungere il suo scopo. Forse, rendendosi utile a Mombleux, si sarebbe creata delle amicizie che le avrebbe giovato, in seguito. 
  Avrebbe risolto il problema dell'alloggio pi tardi. Il luned, arrivata in fabbrica, fu apostrofata dalle solite grida di pap Birillo:
   Avanti, poltrona! Vai subito negli uffici di corsa.
  Pierina esegu e, arrivata all'ufficio di Tolouel, fu invitata imperiosamente ad entrare.
   Vieni qui. Sei tu che conosci l'inglese e il francese?
   Sissignore. Mia madre era inglese e pap francese  rispose Pierina.
   Allora vai a Saint-Pipay. Il signor Vulfran ha bisogno di te.
  Pierina rimase interdetta: davvero il Signor Vulfran aveva bisogno di lei?
   Beh, sei diventata stupida?  le grid Tolouel.
   Signore, non so dove sia Saint-Pipay  si riprese Pierina.
   Ci andrai in carrozza. Guglielmo!  grid Tolouel.
   Comandi  rispose Guglielmo.
   Ecco la ragazza: conducila dal signor Vulfran.
  Pierina sal in carrozza frastornata e impaurita per quell'invito inaspettato .
   Davvero sapete l'inglese?  le domand Guglielmo con tono sospettoso ed incredulo.
   S,  vero.
   Allora sarete utile al padrone. Sono arrivati dei meccanici inglesi per montare certe macchine speciali, poich il signor Mombleux non riesce a farsi capire, allora ha deciso di chiamare voi dato che gli avevano detto che c'era una ragazza che parlava quella lingua. Ma, se lo parlate come il Signor Mombleux, potete scendere. Devo fermare?  chiese ironicamente Guglielmo.
   No, proseguite.
  Nonostante la sicurezza della sua risposta, Pierina era tutt'altro che tranquilla, poich di meccanica non se ne intendeva. Sarebbe riuscita a capire? Quando la carrozza si ferm davanti agli uffici di Saint-Pipay, le cui officine erano enormi, Guglielmo le fece cenno di seguirlo e la port dal Signor Vulfran.
   Vieni avanti, figliuola  disse bonariamente il signor Vulfran a Pierina, alquanto rinfrancata da quelle parole.
   Come ti chiami?
   Aurelia.
   Chi sono i tuoi genitori?
   Non li ho pi.
   Da molto lavori nei miei stabilimenti?
   Nossignore, da tre settimane appena e mi ci trovo bene.
   Da dove vieni?
   Da Parigi, signore.
   Parli l'inglese?
   Mia madre era inglese, quindi parlo e capisco questa lingua, ma...  e Pierina esit.
   Ma, che cosa? Lo sai o non lo sai?  Chiese impaziente il signor Vulfran cambiando improvvisamente tono.
   Non conosco i termini tecnici di questo lavoro.
   Ci potrai essere utile ugualmente, vero Benoist?  disse il signor Vulfran rivolgendosi al direttore, che fino ad allora si era tenuto in disparte.
   Andiamo, piccola  continu il signor Vulfran.
  Arrivati all'interno di un moderno edificio, Pierina vide il signor Mombleux passeggiare nervosamente e i meccanici inglesi seduti su grandi casse sulle quali spiccava la scritta  Matter and Platte-Manchester .
   D loro che parlino e tu traduci  le intim il signor Vulfran.
  Ella esegu e le si allarg il cuore: avevano capito. 
   Bene, continua: fatti spiegare che tipi di macchine sono  ordin il signor Vulfran.
  Fatta la domanda e avuto la risposta, Pierina esit. Dovrei tradurre un termine tecnico e non lo so;  Hjdraulic mangle. 
   Ho capito. Bisogna scrivere a Fabry di tornare subito. E tu spiega a questi ragazzi che debbono mettersi all'opera velocemente.
   Dicono che il pavimento deve essere puntellato altrimenti il peso delle macchine lo far sprofondare, tradusse ancora Pierina
   Bene, quando arriver Fabry, faremo il calcolo della pendenza e monteremo i puntelli. Intanto possono chiedere a te, tutto ci di cui hanno bisogno. Sei a loro disposizione.
  Gli operai parvero contenti di avere quella graziosa bimba come interprete e presero subito a benvolerla.
   Resta con loro  continu il signor Vulfran  Avrai vitto e alloggio all'albergo, gratis.