CAPITOLO II


  Pierina era desolata. Che fare con quasi trenta franchi, quando avevano sperato di poter contare su cento franchi? Arrivata a Campo Guillot, li port a sua madre.
   Ormai tutto ci che ci resta da fare  partire.  le disse la mamma dopo una breve esitazione. Pierina si stup.
   Ma tu non stai bene. Sei troppo stanca per metterti in viaggio.
   Non ti preoccupare. Trover la forza per partire: la devo trovare. Capisci, bambina mia, che non ci resta altro da fare? Con i pochi danari che abbiamo, senza pi il carrozzone e il nostro Palcaro, ora pi che mai dobbiamo partire per Maraucourt!
   Subito?  chiese Pierina.
   Oggi non  possibile. Ce ne andremo domani col primo treno.
  Trovato un orario ferroviario tra le vecchie carte di Grano di Sale, Pierina e la madre decisero di partire l'indomani alle dieci.
  II giorno seguente per le forze della povera donna vennero meno e le sue condizioni andarono sempre pi peggiorando. Ad una crisi succedevano periodi di prostrazione profonda. La dolce creatura restava inanimata per ore, stesa sul giaciglio e a nulla valevano i brodi del Carpa, i rimedi della Marchesa. Era finita ormai. Lo disse anche il dottore.
   II fisico di quella poveretta  distrutto dal male e dalla miseria. Sarebbe morta in viaggio; ormai  questione di ore.
  Ma la giovinezza che era in lei non voleva decidersi a morire nonostante il male, e resistette ancora parecchi giorni fino a quando, sentendosi prossima alla fine, chiamo a s, con quel poco di voce che le restava, la piccola Pierina:
   Bambina mia debbo dirti qualche cosa, qualche cosa molto importante. Nella tasca della mia veste troverai un documento:  il certificato di nozze mio e di tuo padre. Tienilo sempre con te e se vogliono vederlo, mostralo, ma riprendilo indietro. Impara a memoria tutto ci che vi  scritto. Quando io non ci sar pi...
   Mamma, perch dici questo, ti prego  interruppe Pierina col pianto nella voce.
   Taci, piccola mia; faccio tanta fatica a parlare, ma devo dirti ancora molte cose, farti tante raccomandazioni. Come vorrei che tu fossi felice! Quando sarai a Maraucourt, fatti voler bene: non devi chiedere nulla, ma saper meritare per te stessa.
  Ella tacque prostrata, col respiro ansante. Pierina usc e quel dolore che aveva sempre tenuto dentro di s, quella disperazione che non aveva voluto mostrare, la speranza ormai perduta di poter guarire la sua mamma, per un attimo quasi la soffocarono come un peso enorme, troppo grande per lei. Si gett sull'erba e pianse. La squallida scena che la circondava sembrava indifferente dinnanzi a quel grande dolore di un povero piccolo cuore. Solo l'uomo dei dolciumi che passava davanti al Campo, si accorse di lei e le don lo zucchero filato dicendole:
   Soffri molti, piccola? Prendi i dolci, fanno bene. Sono fatti per i bambini come te; il dolore  per i grandi. 
  C'era anche lui, il venditore di zucchero filato, il giorno in cui seppellirono la mamma di Pierina. E con lui la Marchesa, il Carpa e Grano di Sale. Tutti l, accanto alla fossa, vicino alla quale una bimba piangeva disperata. Ognuno di essi pensava ad aiutarla.
   Piccola, se vuoi, puoi restare quanto vuoi, senza pagare niente.
   Vuoi imparare a cantare con me?  un lavoro interessante, sai!  disse la Marchesa.
   Se ti piacesse fare la pasticcera, ti porterei con me  si fece avanti quello dei dolciumi.
  Pierina li ascoltava tutti e una commozione pi dolce del dolore, le fece versare altre lacrime. Persino il Carpa le fece capire che un po' di brodo da lui l'avrebbe sempre avuto!
  Ma bisognava partire, andare l dove c'era l'unica speranza di trovare una porta aperta. Bisognava ubbidire alla mamma, mettersi in viaggio. Ma come? A piedi, perch non aveva certamente i soldi per il treno; tutto ci che le restava erano cinque franchi e una carta topografica. Ce l'avrebbe fatta?
  Salut tutti i suoi amici e, incamminandosi per la sua strada, li lasci pi tristi e pensierosi.
  Pierina intanto pensava al suo viaggio. Aveva calcolato che per arrivare a Maraucourt, camminando per trenta Km al giorno, avrebbe impiegato cinque giorni.
  Ma come poteva una bambina sia pure forte come lei camminare ogni giorno per trenta chilometri senza riposo? E dove avrebbe dormito se fosse piovuto? Troppi erano gli interrogativi per la sua mente gi cos sconvolta dal dolore, ma ci voleva coraggio; doveva arrivare a Maraucourt poich lo aveva promesso alla mamma. Camminava, Pierina, ma la notte pareva non finire mai.
  Non sarebbe mai uscita da quella citt terribile? Lei desiderava la campagna; non le faceva paura dormire sotto un cielo buio, in mezzo all'erba, all'ombra dei fossi, ma quella citt, s, le faceva paura. A Saint-Denis pens di comperare un po' di pane da mangiare pi tardi. Entrata da un fornaio, pos la sua moneta da cinque franchi sul banco e domand timidamente:
   Vorrei una libbra di pane.
  La fornaia la squadr ben bene poi guard la moneta e disse:
   II pane non te lo dar, piccola imbrogliona e vagabonda. Vattene subito, se non vuoi che ti faccia arrestare.
   Arrestare!? E perch mai? Se non volete darmi il pane, ridatemi la mia moneta, per favore  rispose stancamente Pierina.
   No, vattene, vorresti smerciare questa moneta falsa da un'altra parte, vero vagabonda?
  Pierina era troppo stanca ed infelice per poter protestare contro questa accusa e poi altre persone si erano radunate e tutte erano contro di lei. Non vide altra via d'uscita che fuggire, inseguita dagli insulti dei contadini che la guardavano disprezzandola.
  Dopo poco si ritrov in campagna. Dapprima ne fu quasi felice perch non c'era nessuno che la seguisse, e si sent liberata; ma subito pens che era ben poca cosa trovarsi l sola, senza nient'altro che un soldino in tasca.
  Cosa avrebbe mangiato? Cosa avrebbe fatto? Ormai, era il tramonto e la luce morente del sole illuminava i campi di barbabietole, di cipolle, di cavoli, ma niente di tutto questo era per lei.
  La tristezza che ognuno sente verso quell'ora del giorno, per Pierina fu terribile. Si sent incapace di pensare, di riflettere; come avrebbe voluto buttarsi l, in terra, e morire. Ma lei doveva andare avanti ad ogni costo: lo aveva promesso. Usc dal villaggio e s'incammin. 
  La stanchezza si era ormai impossessata di Pierina; le gambe non la reggevano pi e i suoi piedi erano indolenziti. Non poteva pi continuare: bisognava cercare un rifugio. Fatti ancora pochi passi vide ci che poteva fare per lei: un grande campo di carciofi, ormai quasi spoglio del suo raccolto, che due contadini stavano disponendo in alcune ceste. Veniva dalla loro parte una carretta dalla quale una bimba grid, rivolta ai contadini:
   Avete gi raccolto tutto?
   S, finalmente questa notte dormir nel mio letto e tanto peggio per Monneau. Io ho finito di fare la guardia al mio raccolto; al suo ci pensi lui!  rispose il contadino.
   Sarebbe divertente se i ladri facessero bottino da Monneau, non vi pare? Lui dice che il campo glielo guardano gli altri.
   Ma questa notte peggio per lui, io ho finito, ringraziando il cielo  riprese il contadino.
  Pierina, udite queste parole, si sent sollevata: allora non ci sarebbe stato nessuno quella notte nella bella capannuccia, che ella aveva veduto dalla strada, nel mezzo del campo.
  Avrebbe potuto veramente riposarsi l dentro, e non sul ciglio della strada o nel cavo di un albero? Non le pareva vero.
  Aspett che fosse buio, che i contadini se ne tornassero cantando alle loro case, poi si avvicin lentamente alla capanna. Come era confortevole quel rifugio che il contadino sembrava disprezzare tanto! Per lei era molto di pi di quanto avesse potuto sperare: un pagliericcio soffice e qualche frasca come cuscino.
  Un senso di sicurezza, di abbandono, la invase dopo !a tensione di tutto il giorno. Si distese, e la calma della campagna, la tranquillit del luogo, la resero pi serena. 
  Si addorment con la speranza nel cuore; forse domani avrebbe trovato anche da mangiare, chiss...
  II sonno fu inquieto, per. Ad un tratto sent una vettura che si fermava poco lontano, sulla strada. Si mise in ascolto, ormai completamente sveglia, e volle guardare da una fessura della capanna per rendersi conto di tutto ci che accadeva: erano ladri che rubavano i carciofi di Monneau.
  Pierina era spaventata: che cosa le avrebbero fatto, se l'avessero veduta, quei ladri? E se restava l, al mattino tutti avrebbero pensato che lei era complice?
  Finalmente i ladri se ne andarono senza scorgerla.
  Pens di partire, sebbene fosse ancora tanto stanca e ci fossero ancora in cielo le stelle. Preferiva camminare ancora piuttosto che correre il rischio di essere creduta complice di quei ladri, se l'avessero vista uscire, al mattino, da quel campo spoglio!
  Camminava a passo svelto, per allontanarsi il pi possibile dal campo. Ma la sua testa non le obbediva pi: la fame, che le attanagliava lo stomaco, le dava i capogiri.
  Non avrebbe potuto continuare, cos, per molto.
  Vide un campo di fieno appena tagliato; vi si sdrai, sperando che la stanchezza fosse pi forte della fame e la facesse addormentare. E cos avvenne.
  II sole era splendente alla sommit del cielo quando Pierina si svegli, ma con lei si svegli la sua fame ormai incontenibile. Aveva un solo soldino e lo avrebbe speso ora.
  Ma l'esperienza della fornaia di Saint-Denis, l'aveva resa timida e si present dal panettiere del luogo dopo aver ben guardato e soppesato la moneta, per assicurarsi che fosse buona.
  Prefer un grosso pezzo di pane raffermo, perch un panino da un soldo era troppo poca cosa per la sua fame.
  Lo divise in quattro parti, ripromettendosi di tenerne per i giorni seguenti.
  Ma, inghiottito il primo boccone, si rese subito conto che non avrebbe potuto lasciare il resto del pane e lo divor avidamente tutto, pensando con tristezza all'indomani.
  Il pane raffermo, il grande caldo, la strada polverosa, bianca, accecante, le avevano seccato la gola.
  Pierina avrebbe voluto immergersi in un secchio d'acqua per calmare quel pulsare eccessivo alle tempie, per sentire un po' di fresco nella gola arsa, sul palato indurito.
  Non voleva chiedere aiuto a qualcuno; la guardavano troppo male, cos; stracciata e miserevole, che proprio non ne aveva il coraggio. Non vedeva fontane.
  Ma la natura le venne in aiuto: grossi nuvoloni neri vennero dalla parte di Parigi e il sole era gi velato.
  Un grosso temporale si preparava: ora l'acqua del cielo avrebbe calmato la sua sete.
  Dove avrebbe, per, trovato riparo?
  La foresta: l'unica speranza era la foresta poco lontana.
  Affrett il passo, inseguita dal brontolio minaccioso del temporale, dal turbinio di polvere, dal vento che faceva incurvare i rami degli alberi fino a terra, mentre il cielo era rischiarato da lampi abbaglianti.
  Pierina aveva paura di non farcela; il suo corpo stremato non era pi in grado di lottare ancora.
  D'altra parte, come lottare contro quel vento che a tratti la investiva, buttandola quasi a terra; con quella paura che si faceva sempre pi grande ad ogni rombo di tuono?
  Alla fine il bosco l'accolse con la sua oscurit e un capanno di boscaioli apparve al termine di un sentiero. Lo raggiunse e si abbandon, stremata, sui truccioli che coprivano il pavimento.
  La capanna trem tutta, sotto l'impeto degli elementi.
  Avrebbe resistito?
  L'acqua cominciava a scendere dal tetto e, raccogliendola nelle mani, pot finalmente dissetarsi.
  Era dunque vero: chi lotta fino in fondo, si salva.
  II temporale infier tutta la notte, ma quando alla alba Pierina si dest cadeva solo una leggera pioggia.
  Non le faceva certo paura questo piccolo scroscio, ma non era il caso di riprendere il viaggio.
  Approfitt della sosta forzata per ripulirsi un poco: era cos sporca per tutta quella polvere. Si lav con l'acqua piovana; si pettin i capelli biondi in due lunghe trecce e si aggiust le calze bucate.
  Queste preoccupazioni la distoglievano dal pensiero costante della fame, ma ben presto non ebbe pi niente da fare e i dolori allo stomaco le sembrarono sempre pi forti.
  Il tempo passava lento e inesorabile e, bene o male, giunse la notte.
  La bambina si coric, tentando di dimenticare la sua solitudine, la sua tristezza.
  Era mattino quando si risvegli: un mattino bellissimo, radioso, con un cielo senza nubi.
  Ma poteva continuare il cammino senza pi forza nelle gambe e con il cuore privo di speranza? Non sarebbe mai arrivata alla fine. Tanto valeva lasciarsi andare, raggiungere la mamma e il babbo in cielo.
  Raggiunse stremata un bosco vicino, fiorito di genziane.
  Appoggi il capo sul braccio e si distese all'ombra di un castagno.