Le sedute di addestramento giornaliero alle quali Arin viene sottoposto sono davvero massacranti, ai limiti della resistenza fisica. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare poi, nonostante i continui progressi dell'allievo, il suo istruttore si fa sempre più esigente, senza badare minimamente alle conseguenze che un simile superlavoro potrebbe provocare in un organismo ancora in via di sviluppo.

Il dottor Galax è piuttosto preoccupato e decide quindi di riprendere un certo discorso, a suo tempo interrotto di comune accordo.

L'occasione si presenta un giorno, sul far del tramonto, quando i due si ritrovano soli sulla spiaggetta dell'isola.

- Sono convinto - esordisce Galax - che per lei sia giunto ormai il momento di togliere quella maschera e di mostrarsi ad Arin nella sua vera identità... Le cose saranno totalmente diverse quando verrà a sapere che è suo padre che lo sta addestrando e molto probabilmente sarà anche in grado di meglio superare le difficoltà! Sono dieci anni che quel ragazzo non fa che pensare a lei... e questo fatto rappresenta per lui un'angoscia che non gli dà pace...

L'altro pero scuote mestamente il capo.

- Non si faccia delle inutili illusioni in proposito, comandante! Se ora gli rivelassi che sono suo padre, probabilmente perderebbe tutta la carica combattiva che ha nel frattempo accumulato... Sarebbe come dare un calcio a tutto il lavoro fatto fino ad ora!

Galax comunque non condivide tale opinione.

- Lei non capisce, Kosmos... - replica. - O forse finge di non capire! Così facendo rischia di farsi odiare dal ragazzo e quando un giorno lei si deciderà a mostrarsi nella sua vera identità, forse l'odio di Arin nei suoi confronti sarà ormai incancellabile...

- È un rischio che corro volentieri, mi creda... Del resto sono pronto ad assumere ogni responsabilità al riguardo!

- Bene. Sarò io allora a dirgli che lei è suo padre... È forse questo che vuole?

- Non posso certo impedirglielo. Così facendo però rischierà di compromettere irrimediabilmente tutta la riuscita del piano Prometeo. Io l'ho avvertita...

A questo punto, Dan si allontana, lasciando intendere che ritiene chiuso l'argomento.

In realtà però le parole del comandante non sono state del tutto inefficaci. Nei giorni seguenti infatti l'istruttore, adducendo motivi di vario genere, procura ad Arin provvidenziali parentesi rilassanti e gli permette perfino qualche piacevole diversivo.

Un vero e proprio strappo alla regola in tal senso si verifica in occasione dell'invito che Nova riceve per presenziare all'inaugurazione d'una mostra di pittura. Per la circostanza infatti Arin viene all'unanimità designato per farle da cavaliere e va da sé che il ragazzo accetta la proposta con notevole entusiasmo.

Quella sera Nova sta dando gli ultimi ritocchi alla sua acconciatura, quand'ecco che Arin bussa alla porta della sua cameretta.

- Avanti!

Arin entra e si sofferma ad osservare compiaciuto la ragazza che gli sorride con fare vezzoso.

- Complimenti! - esclama. - L'abito da sera ti dona moltissimo!

La ragazza arrossisce lievemente.

- Dici davvero?

- Naturalmente! - conferma Arin. - Non essere troppo vanitosa, però, e cerca di sbrigarti, per favore! Chissà perché voialtre donne impiegate sempre un sacco di tempo per prepararvi!

Mentre la ragazza completa il trucco, Arin si guarda attorno. Lo sguardo gli cade sul cartoncino d'invito, posato su un tavolinetto ed egli lo prende con la destra, leggendo ad alta voce.

- Mostra d'arte di Julian Tomy... Ti dirò: io non me ne intendo molto di quadri, ma sarà pur sempre un'occasione per distrarci un po'... A proposito: lo conosci bene questo Julian Tomy?

- Era da tanto che non avevo sue notizie. Non avrei mai immaginato che avrebbe fatto carriera come pittore!

- Dev'essere un tipo strano! Non aveva studiato ingegneria spaziale in America?

- Già. È sempre stato bravissimo in matematica, fin da quando era bambino. Era il migliore della classe...

I ricordi riaffiorano come d'incanto e la ragazza continua a raccontare.

- Eravamo vicini di casa... E siccome io non avevo né fratelli né sorelle, gli chiedevo spesso d'esser la sua compagna di giochi. A volte ci scambiavano addirittura per fratello e sorella! Allora a Julian piaceva molto disegnare, ma c'era anche un'altra cosa che gli piaceva in particolare... Passava ore intere ad osservare le stelle! Ed anch'io, te lo confesso, dopo un po' cominciai a sentirmi attratta dai misteri dello spazio infinito!

- Ora capisco - osserva Arin - perché ti sei dedicata a questo genere di lavoro... È stato Julian che ti ha influenzato!

- Ora che ci penso, credo proprio che tu abbia ragione! Mezz'ora più tardi la macchina di Arin parte per la città vicina, collegata all'isoletta mediante un tunnel sottomarino.

- Gran bella cosa la gioventù - commenta il professor Nelson seguendo con lo sguardo la berlinetta che si allontana.

- Certo! - conferma Galax. È una fortuna che purtroppo capita una sola volta nella vita! Quindi, rivolto al capitano Dan che gli sta accanto soggiunge, con un pizzico di ironia:

- Come mai s'è deciso a concedere ad Arin questo permesso straordinario? Non rientra nei suoi soliti sistemi d'addestramento...

- Ecco dove sbaglia, comandante... replica l'istruttore senza scomporsi. Il contatto con i propri simili fornisce un'ottima opportunità per la formazione del carattere d'un individuo. Ed Arin, tutto sommato, non possiede ancora un carattere ben definito: spesso e volentieri si comporta ancora come un bambino e si rifugia nel ricordo di suo padre per non affrontare le amare realtà della vita!

Julian Tomy è un giovane dall'aspetto simpatico, con una folta zazzera di capelli nerissimi, spigliato ed esuberante.

Quando Nova se lo ritrova di fronte, dopo tanto tempo, è visibilmente emozionata.

- Sei molto cambiato! - gli dice. - Quasi non ti riconoscevo!

- Io invece - fa lui di rimando - ti ho riconosciuta appena t'ho vista! Sei sempre la stessa!

- Dici davvero?

- Beh... Ad essere sinceri qualcosa è cambiato, ma in meglio. Ti sei fatta molto bella!

Nova arrossisce.

- Adesso non esageriamo! esclama. - Non è davvero il caso.

Arin nel frattempo è rimasto in disparte, sentendosi un po' estraneo a quello scambio di cortesie. La ragazza però provvede subito a fare le presentazioni di rito.

- Julian... Questo è Arin Sakura, il famoso pilota del Danguard!

- Il pilota del Danguard? - esclama quello porgendogli la destra con compiaciuta meraviglia. - Sono davvero contento di conoscerti... E soprattutto ti ringrazio d'essere venuto!

Il giovane pittore si rende ben presto conto che gli invitati, salvo rare eccezioni, anziché osservare i quadri preferiscono affollarsi attorno al grande tavolo dei rinfreschi, ma non ne fa certo un dramma.

- Spero - conferma a Nova - che la gente in futuro riesca a vedere oltre la forma grafica ed a capire il significato interiore di ogni singola tela!

- Julian - chiede a questo punto la ragazza - vorrei che mi spiegassi una cosa... Come mai sei diventato un pittore, nonostante gli studi che hai fatto, andando anche all'estero?

- La ragione è semplice. Io non ho mai cessato di amare l'ingegneria spaziale, ma la passione innata per la bellezza mi ha spinto a....

Il giovane non riesce a completare la frase. È impallidito notevolmente e si comprime con entrambe le mani l'addome, lamentandosi.

- Julian... - gli chiede Nova preoccupata. - Julian, che cos'hai? Non ti senti bene?

- Ho un terribile mal di stomaco - spiega quello e così dicendo infila la mano destra in tasca e ne estrae un flacone di pillole.

- Non ti preoccupare! - avverte. - Starò molto meglio dopo aver preso questa medicina.

In quel mentre anche Arin si è avvicinato per rendersi conto di quanto sta succedendo.

- Si è sentito male improvvisamente... - lo informa Nova. - Guarda com'è pallido! Dobbiamo fare qualcosa...

- Vado subito a prendere la macchina... Lo accompagneremo al più vicino pronto soccorso!

In quel mentre, in un ufficio della base segreta di Doppler, il vice-cancelliere Sigma, ritto in piedi davanti ad un enorme quadro di controllo, sta osservando compiaciuto il lampeggiatore intermittente d'una lampadina rossa.

- Molto bene! - mormora tra sé. - Tutto procede secondo le previsioni.... Possiamo senz'altro dare inizio all"'Operazione K"!

Caricato il giovane pittore sulla propria berlinetta, Arin compie alcune rapide puntate presso gli ospedali della città, ma per un motivo o per l'altro il medico di turno non risulta al momento disponibile.

- A questo punto - dichiara Arin dopo l'ultimo infruttuoso tentativo - non ci rimane altra scelta: chiederemo aiuto al dottor Sander!

Il capitano Dan però non sembra condividere la decisione e chiede di potersi mettere immediatamente in contatto radio con la macchina del suo allievo che sta già facendo ritorno all'isola.

- Le norme di sicurezza - gli comunica - vietano tassativamente l'ingresso di estranei alla base!

- E così - replica Arin secondo lei avrei dovuto voltare le spalle ad una persona che sta soffrendo?

- Non ho detto questo! Comunque dovresti darti da fare per trovare una qualche altra soluzione!

- Ho fatto tutto il possibile, e Nova lo può testimoniare... In città non esiste un solo medico disponibile!

L'istruttore chiede del tempo per decidere e subito dopo alla base riprendono le discussioni.

Anche il dottor Sander ritiene di dover dire la sua, dal momento che risulta direttamente interessato in quella disputa.

- Mi meraviglio di lei! - fa presente al capitano Dan. - Salvare una vita umana è un nostro preciso dovere... Dovrebbe piuttosto apprezzare il suo allievo che si sta adoperando a tale scopo! È stata proprio sua, se non sbaglio, l'idea di farlo uscire perché potesse conoscere da vicino la realtà... E questa è la sua logica reazione di fronte ad un ben preciso problema che la realtà gli ha posto!

Dan permane piuttosto riluttante.

- Non si tratta soltanto d'una questione di umanità... - osserva.

- Sospetta forse - chiede allora Galax - che quel giovane in realtà sia una spia?

- La prudenza non è mai troppa!

- Ma via... Si tratta d'un caro amico di Nova! Si conoscono fin da bambini!

- Senza contare - soggiunge Sander - che dopo averlo visitato capirò immediatamente se la sua malattia è solamente una finzione... Ed in tal caso potremo adottare adeguati provvedimenti!

Alla fine Dan si lascia convincere ed il permesso viene accordato: di lì a poco l'amico di Nova fa il suo ingresso alla base Jasdam e viene trasportato in infermeria.

La crisi, ammesso che sia esistita e stata superata... - confida Sander al comandante Galax dopo il primo sommario esame.

- Mi riservo comunque di effettuare domattina una visita più accurata per accertare se non siamo per caso di fronte ad un abile simulatore... Per sicurezza intanto gli ho somministrato una buona dose di sonnifero: dormirà tutta la notte!

La capsula che a suo tempo Julian aveva inghiottito con la scusa di alleviare il dolore era in realtà un prodotto in grado di neutralizzare qualsiasi tipo di narcotico. Cosi, un paio d'ore più tardi, l'abile commediante si pone a sedere sul letto, più sveglio che mai.

- Ce l'ho fatta! - mormora tra sé dopo essersi guardato prudentemente attorno. - Sono nella base Jasdam! Ed ora speriamo che la fortuna mi assista...

Così dicendo preme un pulsante dissimulato sul dorso del suo orologio da polso.

Nel medesimo istante una lampadina spia avverte Sigma che Julian sta per entrare in azione.

Il diabolico consigliere di Doppler si frega le mani, visibilmente soddisfatto.

- Il nostro amico non ha davvero perso tempo... - commenta. - Presto conosceremo tutti i dati che ci servono relativi alla base Jasdam e a quel dannato mostro d'acciaio che ha nome Danguard!

Julian frattanto è già entrato nella vasta sala sotterranea dove è sistemato l'archivio e sta iniziando una febbrile ricerca per individuare dove siano conservate le schede che gli interessano. Dopo aver inutilmente rovistato in buona parte dei classificatori, finalmente sul suo volto si disegna un trionfante sorriso.

- Sì... È proprio questo! - esclama. Poi legge ad alta voce. - Progetto definitivo del Danguard... Potenza d'uscita del motore principale diecimila milioni di HP, lunghezza totale centocinque metri, peso cinque milioni di tonnellate... È magnifico!

Dopo di che, servendosi d'una microcamera incorporata nell'orologio da polso, comincia a fotografare l'una dopo l'altra tutta la serie di quelle segretissime schede.

In quel mentre, sollecitati da Sigma, gli uomini di Doppler si preparano ad entrare in azione per prelevare la giovane spia non appena essa segnalerà d'aver portato a termine la missione.

Sul far dell'alba, l'insistente suono della sirena d'emergenza ridesta tutto il personale della base Jasdam.

Quando Bantar, tutto trafelato, fa il suo ingresso nella sala comandi, scopre che molti colleghi l'hanno già preceduto.

- Cosa sta succedendo già di prima mattina? - chiede.

- Julian è scomparso! spiega Nova, che non riesce a dissimulare il proprio disappunto. - Volatilizzato!

- Ed è molto strano... commenta Sander. - Con la dose di sonnifero che gli ho somministrato avrebbe dovuto dormire profondamente per parecchie ore... Eravate tutti presenti quando l'ha bevuta!

- Però se n'è andato! - replica Galax. - E io non sono affatto tranquillo... A questo punto tutte le ipotesi sono possibili!

Nova non riesce ad immaginare che il suo amico d'infanzia possa aver tradito la fiducia dimostratagli.

- Forse - osserva - il sonnifero può avergli provocato uno stato di sonnambulismo... e magari poi ha perso l'orientamento ed è finito chissà dove...

Il dottor Sander però la interrompe bruscamente.

- Non dire sciocchezze, Nova! Cerca di renderti conto piuttosto che il tuo caro amico ci ha giocato un gran brutto scherzo!

Doppler, come d'accordo, ha inviato uno dei suoi robot da combattimento perché provveda a prelevare Julian a missione compiuta.

Il suo approssimarsi viene tempestivamente segnalato dalle apparecchiature radar della base, ma quando il Danguard si leva in volo per affrontare l'avversario, la delicata operazione di recupero si è già felicemente conclusa.

- Dottor Galax... - comunica così poco dopo Arin. - Ora non ci sono più dubbi. Julian Tomy è una spia... L'ho qui, di fronte a me, alla guida del Megasatan!

Un breve, drammatico colloquio ha quindi luogo tra i due giovani piloti.

- Vergognati, Julian! Sei davvero un essere spregevole... Tradire gli amici è una delle azioni più indegne che un uomo possa compiere!

- Non so che farmene dei tuoi apprezzamenti! Io ora sono al servizio della mente più eccelsa della terra e darò il mio aiuto per creare uno spazio perfetto nel futuro!

- Tu credi dunque a quel pazzo megalomane di Doppler?

- Certo che ci credo! Io sono convinto che al mondo esistano solo pochi eletti e mi ritengo uno di loro. Voi, miseri mortali, mi fate soltanto compassione...

Arin si sente rimescolare il sangue, ma riesce a mantenere una invidiabile calma.

- D'accordo! - esclama. - Sappi allora che qui c'è uno di quei miseri mortali pronto a misurarsi con un essere superiore come te!

- Non chiedo di meglio, impudente ragazzino!

- Lascia perdere, Julian... tuona a questo punto la voce imperiosa di Sigma. - Ricordati che devi consegnarci i dati sulla base Jasdam! Rientra immediatamente!

- Non si preoccupi! - replica Julian. - Me la sbrigherò in un attimo!

Detto questo, si avventa sul Danguard, sinceramente convinto di potersene facilmente sbarazzare.

Non si rende conto, dall'alto della sua sciocca tracotanza, che Arin lo ha abilmente provocato proprio per indurlo a battersi. Solo distruggendo il Megasatan infatti si può impedire che i segreti trafugati possano giungere nelle mani di Doppler.

Nova è ormai convinta che il vecchio amico d'infanzia non meriti ormai altro che il suo disprezzo. Nonostante ciò, quando poco dopo il Megasatan esplode, disintegrato dal cannone Balkan, riesce a stento a trattenere le lacrime.

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