Nella stazione spaziale RX1, da alcuni anni ormai sistemata in un'orbita lunare, il tempo trascorre tranquillo. L'equipaggio s'è da un pezzo abituato a quel ritmo di vita tutto particolare e comunque non corre il rischio di annoiarsi, occupato com'è a raccogliere dati di varia natura da ritrasmettere poi periodicamente a terra.

Analogo incarico svolge la stazione gemella RX2, che si trova simmetricamente disposta sulla stessa orbita, in corrispondenza della faccia nascosta del nostro satellite.

L'addetto radio della prima stazione, Marcus Fuller, consulta l'orologio e si pone all'apparecchio: è l'ora del quotidiano scambio di informazioni con i colleghi situati agli antipodi.

- Pronto... Qui stazione spaziale RX1. RX1 chiama RX2... RX1 chiama RX2... Passo!

La risposta non si fa attendere.

- Pronto. .. Qui stazione RX2. Come state? Tutto bene?

- Salve Kork! Noi stiamo tutti bene, grazie... Se ti interessa saperlo, il tempo sulla terra è ottimo!

- Devo crederti sulla parola, Marcus! Noi purtroppo la terra non possiamo vederla... In compenso qui sembra d'essere immersi nell'inchiostro!

Una risatina divertita sottolinea la estemporanea battuta, e subito dopo Kork riprende:

- Ho un paio di informazioni da comunicare. Se vuoi prendere nota, io sono pronto ...

- O.K. Parla pure ... Anzi no aspetta un attimo!

- Cosa sta succedendo?

La voce di Marcus questa volta è lievemente alterata e tradisce una certa emozione.

- Qualcosa di strano si sta avvicinando nella nostra direzione. Rimani in linea, ti prego...

Effettivamente un oggetto luminoso è comparso all'orizzonte e si sta dirigendo rapidamente verso la stazione spaziale RX1. Man mano che diminuisce la distanza, la massa luccicante assume i contorni ben precisi di un'astronave e rivela senz'ombra di dubbio le sue intenzioni tutt'altro che pacifiche.

Il tono di voce di Marcus si fa via via più concitato.

- Ora la scorgo distintamente... Quasi certamente si tratta dell'astronave Saturno dell'esercito di Doppler... Riesco a distinguere un uomo mascherato al posto di guida... Si sta avvicinando sempre più, oramai è vicinissima... Temo che...

Marcus Fuller non riesce a concludere la frase. Un attimo dopo infatti un missile partito dall'astronave raggiunge la minuscola stazione spaziale e la distrugge.

- RX1, rispondete! ... RX1, rispondete! ... RX1 ...RX1... Cosa sta succedendo, dannazione? Marcus... Marcus...

L'accorato appello rimane purtroppo senza risposta.

Alla base Jasdam Arin sta approfittando d'una breve sosta concessagli dal suo esigente istruttore per rilassarsi, sdraiato al sole. Ma è destino forse che le cose piacevoli debbano avere breve durata.

Ecco infatti sopraggiungere di corsa Bantar.

- Muoviti, Arin... Presto! C'è una chiamata d'urgenza per tutti da parte del dottor Galax!

- Una chiamata d'urgenza? Vengo subito!

Radunati i collaboratori nella vasta sala-comandi, il dottor Galax di lì a poco prende la parola.

- Come tutti certo ricorderete, circa dieci anni fa è stato scoperto Prometeo, il decimo pianeta. Su tale pianeta vi sono ancora bellissimi prati verdi, come sulla terra da tempo non esistono più ed inoltre è assai ricco di risorse naturali. È stato deciso quindi di realizzare un progetto di emigrazione verso Prometeo, che deve essere portato a termine con ogni mezzo, in modo che gli uomini lassù possano vivere e prosperare negli anni a venire.

Una moderna Arca di Noè... Questo è in sostanza il progetto Prometeo!

- Noi conosciamo già questo progetto, comandante! - osserva Bantar alquanto perplesso. - Come mai ce ne parla di nuovo?

- Il motivo c'è, ed è anche piuttosto grave, purtroppo! Il piano infatti sta rischiando di fallire! - replica Galax. Poi continua:

- Dovete sapere che parecchi anni or sono ho sistemato segretamente una stazione spaziale orbitante attorno alla luna. Essa, aveva l'importante compito di mantenersi in contatto con Jasdam, trasmettendo tutti i dati possibili riguardanti Prometeo. Ebbene, questa stazione spaziale è stata distrutta qualche ora fa da una astronave di Doppler...

L'inattesa notizia ha il potere di far ammutolire tutti i presenti, che si limitano a scambiarsi occhiate interrogative, cariche di foschi presagi.

A questo punto Nova si sente in dovere di porre una domanda:

- Ma c'è anche un'altra stazione spaziale simile a quella, non è vero dottor Galax?

Per nostra fortuna sì... - conferma l'interpellato. - L'altra stazione spaziale, la RX2, è sistemata sul lato opposto della luna e non è visibile dalla terra. Però da un momento all'altro Doppler potrebbe scoprirne egualmente l'esistenza: anzi, può darsi che ci sia già riuscito!

Il capitano Dan, rimasto fino a quel momento in silenzio, fa allora udire la sua voce.

- Stando così le cose - osserva - è nostro preciso dovere difendere la base RX2 con ogni mezzo a disposizione!

- Sono d'accordo con lei! - dichiara Galax. - Impegnandoci con tutte le nostre forze nel proteggerla, probabilmente riusciremo ad evitare che Doppler ci procuri altri dispiaceri!

- Partiremo immediatamente con il Danguard, dottore. È la soluzione migliore!

Il comandante però non pare del tutto convinto.

- Al momento attuale osserva - il vostro addestramento non 'è ancora terminato e quindi penso sia alquanto azzardato avventurarvi nello spazio...

L'uomo dalla maschera d'acciaio è di tutt'altro avviso.

- Come ho avuto modo di far notare in altre occasioni - replica - secondo me l'addestramento migliore è quello che si fa in battaglia... Pertanto noi siamo pronti a partire. Non è vero, Arin?

- Certo, capitano! - esclama trionfante il ragazzo.

- Posso andare con loro? - chiede timidamente Bantar.

- Stavo appunto per proportelo - confessa Galax. - Tu conosci a fondo la meccanica del Danguard e sei quindi la persona più indicata per ovviare a qualche eventuale guasto che si dovesse verificare...

- Allora - suggerisce a questo punto Nova - anch'io potrei rendermi utile, non le pare? Galax però è pronto a smorzarne l'entusiasmo.

- No, tu non puoi andare, Nova. Si tratta d'una missione rischiosa, roba da uomini, insomma... Senza contare che la tua presenza è indispensabile qui alla base. Te ne rendi conto?

La ragazza annuisce con un cenno del capo, alquanto delusa.

Al momento della partenza, Galax si apparta con il giovane Arin e lo fissa a lungo negli occhi.

- Questa è la tua prima avventura spaziale - gli fa presente con tono paterno. - Fatti onore, mi raccomando!

Il ragazzo sfoggia un rassicurante sorriso.

- Conti pure su di me, comandante!

Poco dopo il Danguard sfreccia via verso lo spazio infinito. Dalla sala di controllo della base Galax e Nova ne seguono le prime fasi di volo sul grande schermo televisivo.

- Pensa che andrà tutto bene? - chiede ad un tratto la ragazza che non n'esce a nascondere una certa apprensione.

- La presenza a bordo del capitano Dan - osserva il comandante - è una garanzia di sicurezza: non vedo quindi perché dovremmo preoccuparci. Però...

Nova s'è fatta ad un tratto scura in volto.

- Però che cosa?

- L'equipaggio dell'RX2 spiega Galax - non conosce affatto, Arin. Speriamo che gli riservino una bella accoglienza!

Il Danguard frattanto si sta allontanando dalla terra ad altissima velocità: l'altimetro segnala che ha quasi raggiunto la stratosfera. Bantar è eccitato come un ragazzino e non riesce a staccare gli occhi dalle apparecchiature televisive che mostrano la terra ormai come una grossa palla variopinta...

Il viaggio procede senza il minimo inconveniente, tanto che Bantar ed Arin riescono perfino ad appisolarsi. E il capitano Dan che al momento opportuno provvede a richiamarli alla realtà.

- Stiamo entrando nell'orbita del satellite! - avverte. - Raggiungeremo la base RX2 tra cinque minuti.

Quando gli occupanti del Danguard mettono finalmente piede sulla base lunare, il comandante della stessa provvede personalmente a fare gli onori di casa e stringe calorosamente la mano al collega che guida la spedizione di soccorso.

- Mi chiamo Baker - dichiara. - Le assicuro che siamo tutti molto soddisfatti del vostro arrivo. Stanotte potremo dormire tranquilli, finalmente!

- Bene... Lo spero anch'io! risponde Dan.

Poi, dopo una breve pausa, additando i compagni di volo, soggiunge:

- Le presento il mio equipaggio, comandante Baker! L'ingegnere Bantar Darai e il pilota Arin Sakura!

Kork, l'addetto radio della stazione lunare, sta assistendo alla scena in disparte e sussulta.

- Sakura? - mormora tra sé. - Questo nome mi ricorda qualcosa...

- Sarete stanchi, immagino... - prosegue intanto Baker rivolto agli ospiti. - Volete qualcosa da mangiare?

- Grazie, no - replica Dan. - Purtroppo non ne abbiamo il tempo. Il mio pilota non ha ancora molta esperienza e vorremmo cominciare subito la prima lezione di volo sulla luna.

Alcuni giovani membri della base commentano salacemente.

- Roba da matti! - osserva uno di loro. - Sono appena arrivati e già cominciano con gli addestramenti!

- Quel tipo con la maschera d'acciaio - fa eco un altro - è proprio un istruttore inflessibile, come ce l'hanno descritto...

- ... oppure - fa eco un terzo, suscitando l'ilarità generale - quell'Arin Sakura è veramente un pilota incapace!

Kork frattanto continua a mugugnare tra sé.

- Sakura... Dove caspita l'ho sentito questo nome?

Poi ad un tratto, battendosi una mano sulla fronte, esclama:

- Ci sono! Ora ricordo perfettamente... Dev'essere il figlio del pilota scomparso!

I colleghi che gli stanno accanto si voltano di scatto.

- Quel pilota scomparso nello spazio?

- Proprio così - conferma Kork. - Il pilota che ha fatto fallire il primo piano Prometeo, aveva un nome identico!

- No... Il figlio di quel traditore non può essere il pilota del Danguard!

- Chissà... - conclude Kork con un sorrisetto ambiguo. Forse mi sono sbagliato. Comunque lo sapremo presto!

Al termine del primo addestramento a gravità "zero", Arin è davvero allo stremo delle forze e una volta sceso dal Danguard, il capitano Dan si vede costretto a sorreggerlo perché mantenga la posizione eretta.

- Non si sente bene! - spiega a Bantar che si è fatto loro incontro tutto premuroso. - Come se avesse il mal di mare... Vedi di farlo riposare un poco.

Detto questo l'uomo dalla maschera d'acciaio si allontana e raggiunge la cabina che gli era stata assegnata.

Bantar si muove più lentamente, in quanto il ragazzo cammina con una certa difficoltà.

- Arin, su forza - gli dice. - Fatti coraggio! Adesso ci sono io!

Ad un tratto compare davanti ai due Kork, in compagnia di un paio di colleghi.

- Quel pilota - chiede - si chiama Arin Sakura... Ho capito bene, vero?

- Esatto! - conferma Bantar.

- Volevo sapere solo una cosa... - insiste Kork. - Suo padre è per caso il famoso pilota scomparso?

- Sì, effettivamente... E con questo?

Per tutta risposta Kork e gli altri due si allontanano di corsa.

- Ehi, voi! - strilla a questo punto Bantar. - Ma guarda un po' che razza di gente! Speravo che fossero venuti per darmi una mano e invece... Solo delle domande cretine!

Qualche ora più tardi, dopo un meritato riposo ed una abbondante colazione, Arin sembra davvero rimesso a nuovo.

- Dai retta a me! - gli suggerisce Bantar. - D'ora in poi non esagerare come hai fatto oggi, o rischierai di ammalarti sul serio!

- Grazie per il consiglio... risponde il ragazzo con un riconoscente sorriso. - Ma il capitano Dan sa quello che fa. Eseguirò ogni suo ordine finché non avrò imparato a guidare bene il Danguard!

- Oh... Come sei coraggioso, Arin!

I due si voltano di scatto. La voce p quella di Kork, che se ne sta pigramente appoggiato ad uno stipite della porta d'ingresso, fissandoli con un malizioso sorriso.

- Cosa intendi dire? - chiede Bantar assumendo istintivamente le difese del suo amico.

- Beh... Niente di particolare! - precisa l'intruso. - Mi sto solo chiedendo perché il tuo amico desideri combattere con tanto accanimento contro Doppler, visto che è figlio di quel pilota...

- Taci, incosciente! Non ti permetterò di... Bantar, visibilmente irritato, sta per avventarsi su Kork, ma Arin lo afferra per un braccio.

- Aspetta! - gli dice. - Quel ragazzo ha ragione. lo sono effettivamente il figlio del pilota scomparso, ma questo non ha niente a che vedere con la battaglia.

- Non ha niente a che vedere con un traditore, vuoi dire?

Arin riesce a contenere a stento la propria indignazione.

- Bada... - avverte, stringendo nervosamente i pugni. Non permetto a nessuno di parlar male di mio padre.

L'altro però non si scompone. - Non ti agitare! - replica.

- Conserva piuttosto la tua rabbia per dopo, in modo da non aver paura del nemico!

- Ripetilo!

- L'astronave Saturno è pilotata da un uomo mascherato. Quell'uomo potrebbe essere tuo padre... Sappiti regolare!

Detto questo, il perfido Kork si allontana di corsa, mentre Arin s'accascia su di una poltroncina, stravolto.

- Un uomo mascherato... mormora tra sé. - No... non è possibile!

Bantar cerca in seguito di minimizzare l'accaduto, ma va da sé che le parole di Kork hanno lasciato il segno ed il figlio del pilota scomparso trascorre il resto della giornata a lambiccarsi il cervello per immaginare quanto di vero esse possano contenere.

Verso sera poi scatta l'allarme rosso ed il Danguard subito dopo esce in volo per difendere la stazione lunare, secondo il compito assegnatogli. Dalla cabina di comando Arin scruta ansioso davanti a sé il progressivo avvicinarsi dell'astronave Saturno dell'esercito di Doppler e, quando finalmente riesce ad inquadrarla con le telecamere di bordo, avverte un tuffo al cuore. Kork non aveva mentito: al posto di guida siede un uomo che indossa una maschera d'acciaio!

Improvvisamente il giovane si sente come svuotato d'energia e materialmente impossibilitato ad assumere l'iniziativa. Nel suo animo contrastanti propositi lottano duramente per avere il sopravvento e gli impediscono di agire nel modo richiesto dalla delicata circostanza.

Alle sue spalle risuona secca ed imperiosa la voce dell'istruttore.

- Colpisci, Arin... Non perdere altro tempo prezioso!

- Non ce la faccio, capitano! È più forte di me...

Il Danguard nel frattempo continua a subire passivamente l'iniziativa del nemico e riesce ad evitare il peggio soltanto grazie alla sua straordinaria robustezza.

- Davvero non ti capisco! replica Dan. - Cosa ti sta succedendo?

- Si tratta di quell'uomo mascherato! Potrebbe trattarsi di...

- Potrebbe essere tuo padre! È questo che intendi dire?

- Sì, signore...

- Non hai nessuna "vera" prova, Arin... Stai solo fantasticando! Il tuo preciso dovere è quello di combattere e difendere il Piano Prometeo. Non è davvero il momento per certi sciocchi sentimentalismi, questo! Spara, ti ripeto!

Il giovane pilota ha il dito posato sul pulsante che aziona il cannone Pulser, ma continua ad essere tormentato da mille dubbi.

- Non posso... - ripete fra sé. - Non posso...

L'equipaggio della stazione lunare segue con comprensibile apprensione la scena ed il comportamento passivo del Danguard lo induce a temere l'irreparabile. Ad un tratto però la reazione tanto attesa finalmente si verifica e l'astronave Saturno si disintegra con un pauroso boato, avvolta da una tremenda fiammata giallo arancione.

- Ce l'hanno fatta! - urla a questo punto l'equipaggio della RX2 scambiandosi baci ed abbracci. - Ce l'hanno fatta!

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